Bugiardo senza vergogna e con un senso civico profondo quanto una pozzanghera, questo è quello possiamo dire per esperienza personale di Vittorio Lupi che con noi vittime si è comportato tutt’altro che da uomo di chiesa.

Ieri sui giornali online, oggi purtroppo anche sulla carta stampata le vittime dei preti pedofili savonesi, don Nello Giraudo Pietro Pinetto e Giorgio Barbacini, sono ancora una volta costrette a subire l’umiliazione pubblica di un uomo che nella sua ultima omelia si è detto addolorato per quanto accaduto e col senno di poi oggi rifarebbe le stesse cose.

Ma cosa ha fatto di concreto Lupi?

Da quanto testimoniano i carteggi prelevati dal fascicolo sul caso Giraudo va detto che Lupi nel 2009, aveva consigliato don Giraudo di non ritirarsi ma di trasferirsi a Cuneo in una parrocchia dove aveva studiato (vedi deposizione allegata), fu la magistratura scongiurare l’ennesimo disastro e non certo il senso civico di Lupi.

Promesse mai mantenute anche sulla vicenda di don Pietro Pinetto per la quale la diocesi aveva garantito che qualora le accuse al sacerdote si fossero rivelate fondate, sarebbe intervenuta duramente.

Anche in questo caso solo chiacchere di facciata, malgrado l’ammonizione della Congregazione per la Dottrina della Fede ha spostato Pinetto nella parrocchia di S. Francesco da Paola dove non solo abita una delle sue vittime che da quel giorno va in un’altra chiesa, ma è frequentata da circa 200 minori. A nulla sono servite neppure le lamentele dei genitori, il prete li era e li è rimasto.

Nei confronti di noi vittime, alcune pesantemente ostracizzate proprio da Lupi, altre addirittura querelate dai pedofili, non ha fatto nulla anzi, di fronte alle legittime richieste di indennizzo ha risposto “non riteniamo di avere nei suoi confronti un obbligo in senso civilistico e quindi la richiesta non può essere allo stato accolta” costringendo le vittime a una costosissima azione civile che sarà il successore di Lupi a subire.

Qui un doppio sfregio, il primo per le vittime, il secondo alla giustizia la quale, contrariamente a quanto dice Lupi, ha invece ravvisato le pesantissime responsabilità della diocesi di Savona che il gip Fiorenza Giorgi descrive con queste parole “da tali documenti perfettamente in linea con l’atteggiamento assolutamente omissivo del Lafranconi risulta – è triste dirlo – come la sola preoccupazione dei vertici della curia fosse quella di salvaguardare l’immagine della diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti della medesima, e come principalmente (per non dire unicamente) per tale ragione l’allora vescovo di Savona non avesse esercitato il suo potere – dovere di controllo sui sacerdoti e di protezione dei fedeli; altrettanto triste è osservare come, a fronte della preoccupazione per la “fragilità” e la “solitudine” del Giraudo e il sollievo per il fatto che “nulla è trapelato sui giornali”, nessuna espressione di rammarico risulta dai documenti agli atti a favore degli innocenti fanciulli affidati alle cure del sacerdote e rimasti vittime delle sue attenzioni”.

Onestamente facciamo molta fatica a capire cosa Lupi abbia fatto per affrontare il problema, di certo vediamo che Lupi trasferendo don Giraudo a Cuneo stava ripetendo gli stessi identici errori che il gip Fiorenza Giorgi contesta a Lafranconi e non possiamo non prendere atto che se tutto ciò non si è ripetuto è solo grazie all’intervento della magistratura e non a Lupi.

Riteniamo vergognoso e offensivo nei confronti di noi vittime e in quelli della comunità cattolica savonese continuare a minimizzare in modo così falso e irresponsabile i fatti, è uno stile di difesa francamente inaccettabile.

Francesco Zanardi

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