E’ un documento inviato proprio dall’allora vescovo di Savona, oggi cardinale Domenico Calcagno (nominato da Ratzinger) ad incastrare anche in Italia, l’allora cardinale Joseph Ratzinger.

Poi diventato papa, che però non intervenne neppure ai vertici dei tre poteri e proprio lo stesso anno in cui diventa Benedetto XVI, uno dei tre sacerdoti pedofili savonesi a lui denunciati, don Nello Giraudo, stupra un altro adolescente in un campo scout dall’AGESCI. Stupro che patteggiò.

Tuttavia nessuno, ne dalla diocesi di Savona, ne dal Vaticano fermò quel prete. Chiese lui stesso la riduzione allo stato laicale, ma cinque anni dopo, nel 2010, trascinando nell’indagine della procura di Savona non solo Ratzinger, ma anche chi per anni lo ha protetto.

Il vescovo Dante Lafranconi, le cui parole del gip Fiorenza Giorgi, costretta ad archiviare per prescrizione, comunque restano lapidarie e pesanti come un macigno.

“la disposta archiviazione nulla toglie alla pesantezza della situazione palesata dalle espletate indagini dalle quali è emerso come la estrema gravità delle condotte criminose del Giraudo non fosse stata per nulla considerata; dai documenti, perfettamente in linea con l’atteggiamento omissivo del Lafranconi, risulta – è triste dirlo – come la sola preoccupazione dei vertici della Curia fosse quella di salvaguardare l’immagine della diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti della medesima e come principalmente (per non dire unicamente) per tale ragione l’allora vescovo di Savona non aveva esercitato il suo potere-dovere  di controllo sui sacerdoti e di protezione dei fedeli. Altrettanto triste è osservare come, a fronte della preoccupazione per la “fragilità” e la “solitudine” del Giraudo e il sollievo per il fatto che “nulla è trapelato sui giornali”, nessuna espressione di rammarico risulta dai documenti agli atti a favore degli innocenti fanciulli affidati alle cure del sacerdote e rimasti vittime delle sue “attenzioni”.

Oggi, non solo a Savona, gli organi di informazione italiani sembrano caduti in un buco nero ed essersi dimenticati la recentissima storia sulla quale scrissero per settimane, finita persino al noto programma LE IENE.

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