La scorsa è stata una settimana piena per gli attivisti della Rete L’ABUSO e #ItalyChurchToo , impegnati nei vari eventi che sono seguiti all’assemblea della CEI e alla nomina del suo Presidente e solo sabato, ritornati alla normalità e nei propri uffici, abbiamo iniziato la lettura di un ordinamento di mail pervenute in quei giorni e per mancanza di tempo non lette, in quanto abbiamo dovuto dedicarci alle sono di adesioni alla lettera inviata alla CEI dal Co #ItalyChurchToo.

Al rientro, solo la casella di posta della Rete L’ABUSO conteneva quasi 900 mail, non tutte le segnalazioni per fortuna, ma più di un quarto si, le più provenienti dall’apposito form “ Senza fare nomi ” posto sulla home page del portale della Rete L’ABUSO e su quello di #ItaliChurcToo.

Anche i colleghi che seguivano le adesioni ad un’altra mail dedicata a #ItalyChurchToo, informano di aver anche loro raccolto tra i commenti delle adesioni alla lettera, che hanno voluto lasciare la loro testimonianza e in molti casi l ‘amarezza di tutto questo.

Naturalmente processeremo una ad una le segnalazioni, sia ricontattando chi ci ha scritto, sia interrogando negli archivi i nominativi dei molestatori, molti dei casi non sono pubblici, ma spesso l’autore è lo stesso e questo va verificato.

In pochi giorni sono comunque pervenute almeno 300 segnalazioni, moltissime datate nel tempo ma a questo punto, data la ricchezza di informazioni (su cui la Rete mantiene in tutela dei segnalanti la riservatezza), vista la linea assunta dalla CEI e per noi inaccettabile, non sarebbe male l’idea di fare due inchieste separate ma parallele; la chiesa quella dal 2000 al 2021; le vittime completa, con i tempi ei modi utilizzati in tutti gli altri paesi.

D’altra parte a parità di garanzie in quanto nessun organo è a garanzia di quella CEI che si auto garantisce, quella dei sopravvissuti avrebbe la stessa valenza ma in più il fatto che sarebbe certivicata dalla vittima e non frutto di documentazione inaccessibile come gli archivi della chiesa.

Invitiamo tutti coloro che credono in questo gesto di denuncia e di lotta civile e non violenta, a denunciare il proprio caso, utilizzando il modulo sottostante, oppure compilando il questionario “Senza fare nomi“.

Ringraziamo anticipatamente per questo gesto di civiltà che oltre a documentare può salvare dallo stupro un altro bambino.

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