Piu di un anno di indagini minuziosamente documentate, molte direttamente con i vertici della Conferenza Episcopale Italiana, l’unica in Europa a mantenere un atteggiamento criminale non solo verso le vittime alle quali i vescovi hanno deciso di non chiedere neppure il perdono, ma omissivo verso il Papa e le direttive vaticane in vigore, totalmente eluse in Italia.

Premessa al REPORT SULLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Abbiamo escluso dal rapporto tutti i casi precedenti al 2010, una trentina.

Non sono completi oltre che sporadici, in quanto antecedenti alla creazione della Rete e documentati indirettamente.

332 casi a campione, un numero eccellente anche a livello statistico che ci ha costretti dopo lo spoglio a questa premessa sui “I DATI CHE ARRIVANO DALLE DIOCESI ITALIANE” attraverso i sopravvissuti.

Al fine di non ripetere nel corso dell’esposizione questo dato, che sarà quindi sistematicamente sottointeso in quanto presente in tutti i 332 fascicoli in nostro possesso e esaminati;

nel 100% dei casi la chiesa non ha reso giustizia neppure alla vittima;
nel 100% dei casi è stata omessa la comunicazione da parte dell’autorità ecclesiastica alla Giustizia italiana;
nel 100% dei casi i sopravvissuti non hanno ricevuto soccorso medico adeguato;
nel 100% dei casi non è stato dato nessun indennizzo da parte della chiesa, tranne che in quei casi (circa l’8-10%) dove c’è stato l’interesse della chiesa ad un accordo tra le parti con il vincolo della riservatezza. Casi che non possono essere accolti come indennizzi, non solo per la cifra indignitosa rispetto al danno (in genere 25.000€), ma per la finalità stessa per la quale quella cifra viene elargita, ovvero vincolare la vittima al silenzio lasciando il sacerdote “anonimo” e libero di poter reiterare.

Queste prime premesse che emergono sistematiche da tutte le 332 schede, in Italia trovano fondatezza anche sugli organi di informazione, particolarmente propensi nella penisola a queste notizie incensanti verso la chiesa.

Ebbene, malgrado ciò nemmeno la cronaca italiana documenta un solo caso contrario ai dati in premessa.

A breve la pubblicazione del dossier, nell’editoriale del TG NEWS della Rete L’ABUSO prima del sinodo.

Qui il contro report delle vittime alla CEI, censurato da TG e media nazionali.

Il report delle vittime italiane sulla Conferenza Episcopale e le sue omissioni al Motu proprio

https://retelabuso.org/diocesi-non-sicure/

La Procura chiede di indagare a fondo sugli insabbiamenti della Chiesa nei casi di pedofilia

Ordinata un’indagine sugli insabbiamenti degli abusi sessuali da parte della Chiesa cattolica in Svizzera

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