Tag: azione cattolica

  • Secondo processo per Mirko Campoli, l’ex dirigente di Azione cattolica condannato lo scorso marzo

    Secondo processo per Mirko Campoli, l’ex dirigente di Azione cattolica condannato lo scorso marzo

    Altri guai giudiziari per Mirko Campoli, l’ex dirigente dell’Azione cattolica condannato lo scorso marzo a nove anni in primo grado.

    Oggi presso il Tribunale di Tivoli il secondo rinvio a giudizio per Campoli difeso dagli avvocati Antonio Todero e Attilio Piacente.

    Durante la discussione in udienza preliminare, forse valutata la precedente condanna, ha scelto la via del giudizio abbreviato, beneficiando così della riduzione di un terzo della pena prevista, sulla base delle gravi imputazioni formulate a suo carico per il reato di violenza sessuale – in base agli atti – inflitto ai danni di due ragazzini.

    La Giudice dott.sa Sabrina Lencioni ha anche ammesso come parti civili la Regione Lazio, rappresentata dalla Garante per i diritti dell’infanzia dott.sa Monica Sanzoni, rappresentata dall’avvocato Pasquale Lattari, la Rete L’ABUSO – Associazione sopravvissuti agli abusi del clero, rappresentata dall’avvocato Mario Caligiuri e l’Associazione No child abuse APS rappresentata dall’avvocato Michele De Stefano.

    La Giudice ha rinviato per l’esame dell’imputato e la discussione al prossimo 11 settembre.

  • Conferenza stampa – Primo report delle vittime italiane sui preti pedofili omessi dalla CEI, suddivisi per regione

    Conferenza stampa – Primo report delle vittime italiane sui preti pedofili omessi dalla CEI, suddivisi per regione

    Non esiste in una quantificazione istituzionale dell’entità del fenomeno nella penisola, malgrado ciò oggi è il segreto di Pulcinella anche in Italia.

    Se pur in assenza di una commissione d’inchiesta nel paese, nel resto del mondo ne sono state fatte tante e, sarebbe davvero difficile pensare che il dato italiano percentuale fosse inferiore o discordasse dall’omogeneità degli altri paesi.

    Gli ultimi dati arrivano dalla confinante Francia dove la commissione CIASE, presieduta da Jean-Marc Sauvé, ha stabilito che nell’arco di 70 anni, 3000 sacerdoti pedofili avrebbero abusato di 216.000 minori.

    Circa 70 bambini per ogni sacerdote. Non è noto quante volte.

    La Francia, nel periodo in esame ha avuto poco piu di un terzo di sacerdoti che nello stesso periodo popolavano l’Italia.

    Come ci spiega il collega Mark-Vincent Healy nella sua proiezione – che per produrre il DATO ITALIANO prende spunto dai dati percentuali prodotti dalle commissioni Governative fatte negli altri paesi, basandosi sulla popolazione di sacerdoti e la popolazione cattolica del paese in esame – stima in Italia un milione di vittime.

    Dato che se basato sul numero dei sacerdoti è davvero vicino a quello francese, ma in Italia le vittime sarebbero almeno 800.000, non 216.000.

    Come afferma pesantemente nell’ultimo report sull’Italia il Comitato per la tutela dell’infanzia delle Nazioni Unite (il prossimo programmato per il 2024), le problematiche italiane e le reticenze del paese sono gravi.

    Abbiamo pensato che in assenza di una commissione governativa, essendo in Italia gli unici detentori dei dati raccolti direttamente dalle vittime da quella che nei fatti è l’unica associazione italiana che si occupa di vittime del clero cattolico, di rivedere i dati e le segnalazioni in archivio dal 2010, quando siamo nati.

    Dati mai diffusi, spesso improcedibili perché prescritti dalla legge, ma il pedofilo non si “prescrive”, preda finché vive.

    Non li avevamo mai quantificati, ma aggiunti a quelli già pubblici sul nostro sito, hanno sorpreso anche noi.

    Il 1° febbraio la presentazione del report, con i dati di ogni regione italiana.

    Per accredito info@retelabuso.org

     

  • Preti pedofili ; secondo le percentuali di padre Hans Zollner in Italia potrebbero esserci 750.000 vittime

    Preti pedofili ; secondo le percentuali di padre Hans Zollner in Italia potrebbero esserci 750.000 vittime

    Membro della Pontificia commissione per la tutela dei minori e presidente del Centre for child protection (Ccp) della Pontificia università gregoriana, padre Hans Zollner, nell’agosto 2018 ha dichiarato all’agenzia dei vescovi Sir, «Troppi sacerdoti, tra il 4 e il 6 per cento nell’arco di 50 anni (negli Usa, ndr), hanno agito contro il Vangelo e contro le leggi. Sarebbe stupido pensare che in altri Paesi come l’Italia non sia accaduto lo stesso».

    Purtroppo il dato percentuale fornito da Zollner, stando ai risultati delle varie commissioni di inchiesta governative (l’Italia è l’unico dei paesi più industrializzati che non ha mai quantificato l’entità del fenomeno), risulta addirittura in difetto. Terremo quindi buona la percentuale che più si avvicina alla media dei dati emersi, quella del 6 %.

    In assenza di un dato ufficiale fornito da una commissione di inchiesta, che anche il Comitato per i diritti del fanciullo delle Nazioni Unite sollecita al Governo italiano, il collega irlandese Mark Vincent Healy (esperto di statistiche), sulla base dei dati percentuali forniti dalle commissioni d’inchiesta, sulla base della popolazione cattolica e sul numero dei sacerdoti, è riuscito a fornire una statistica percentuale attendibile. (vedi tabella a lato)

    Sempre sulla base della popolazione e del numero di sacerdoti (siamo il paese più popolato al mondo), ha poi quantificato il possibile numero di vittime italiane, basandosi su due rapporti, quello del dott. Richard Sipe, che afferma che il pedofilo medio ha 250 o più vittime nel corso della sua vita, e quello di padre Andrew M. Greeley il quale ritiene che ci siano 50 vittime per sacerdote. (The-Nature-and-Scope-of-Sexual-Abuse-of-Minors-by-Catholic-Priests-and-Deacons-in-the-United-States-1950-2002).

    Stando al dato percentuale fornito da padre Hans Zollner, usando quello del 6% che come abbiamo detto è il dato che più si avvicina alla media, otteniamo sulla base del rapporto Greeley un numero di vittime stimate che sarebbe di 150.000 mentre, sulla base del rapporto Sipe, potremmo arrivare a 750.000.

    Sarebbe a questi punti doveroso che il Governo quantificasse anche in Italia l’entità del fenomeno.
    Francesco Zanardi