Tag: Jorge Mario Bergoglio

  • Carlos Buela fu condannato nel 2009, tre anni dopo la morte nel 2023, arriva la finta condanna della chiesa

    Carlos Buela fu condannato nel 2009, tre anni dopo la morte nel 2023, arriva la finta condanna della chiesa

    Carlos Buela fu rintracciato a Genova nel 2017 a seguito di diverse denunce arrivate alla Rete L’ABUSO da alcuni seminaristi argentini, rimasti sue vittime.

    Come documentammo già all’epoca, era nascosto in una chiesa del quartiere Dinegro, dove dopo essere stato allontanato dall’Argentina e nascosto prima in Spagna e poi in Francia, fu accolto nella diocesi dell’allora presidente della CEI Angelo Bagnasco. (altro…)

  • Il cardinale Matteo Zuppi e Ezio Mauro a La7. Un limite culturale o delirio di onnipotenza?

    Il cardinale Matteo Zuppi e Ezio Mauro a La7. Un limite culturale o delirio di onnipotenza?

    In occasione dell’anniversario della morte di Jorge Mario Bergoglio, alias Papa Francesco, è andata in onda sul canale La7 la trasmissione condotta da Ezio Mauro, intitolata “Francesco – Cronache di un papato”.

    È passata quasi inosservata, persino al noto giornalista, una dichiarazione del Presidente della CEI, il cardinale Matteo Zuppi, come notano e riportano anche la rivista ADISTA e la giornalista Federica Tourn, secondo il quale rivolgersi alla giustizia civile dello Stato italiano significherebbe ammettere che qualcosa nella Chiesa non funziona. (min. 59 del sito de La7 )

    Ma leggiamo testualmente il passaggio partendo dalla domanda di Ezio Mauro;

    “Eminenza, per quanto riguarda gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti Francesco, ha proseguito la linea di denuncia di condanna di papa Benedetto ma, secondo alcuni, ha tenuto la questione all’interno della chiesa senza arrivare a una trasparenza completa ingaggiando le autorità civili. Secondo lei si poteva fare di più?”

    La risposta del cardinale Zuppi;

    “Con lui probabilmente non saprei che cosa si poteva fare di più poi, tutti quanti noi dobbiamo fare di più, perché lui è stato rigorosissimo. Il problema della collaborazione col civile è una punta più complicato perché, se noi non siamo in grado di giudicarci, di esaminarci, vuol dire che c’è qualcosa proprio che non va. Direi papa Francesco su questo è stato comunque rigorosissimo, e anche nell’ascolto delle vittime. Se ascolti la sofferenza ti rendi conto e con più determinazione cambi.”

    La prima critica non può non essere fatta a Ezio Mauro che tristemente parte con la peggior negazione che si possa fare, ovvero l’esistenza della giustizia civile che tranne in Italia, nel resto del mondo è stata la soluzione affinchè si potesse rendere giustizia alle vittime. Negazione GRAVE che ignora in primis la diversità fondamentale tra le due giustizie, quella civile – dove prevale il diritto e il rispetto della persona, che è la parte lesa – e quella canonica dove la persona (la vittima in questo caso) non è la parte lesa – sostituita da Dio – ma semplicemente il testimone che dimostra che il sacerdote, in base al 6° comandamento, peccando ha arrecato offesa a Dio,..

    Concetto totalmente ignorato da Ezio Mauro già nella domanda a Zuppi, che rende impossibile a chi segue comprendere le basi del problema in sè.

    Domanda irrispettosa, in quanto Ezio Mauro dice “secondo alcuni” , non riconoscendo che questi “alcuni” sono le vittime, le quali, puntualmente, dopo essersi rivolte a quella che impropriamente è definita “giustizia canonica”, ne fanno per la seconda volta le spese.

    Ma il peggio viene dopo facendo si che ci si ponga questa domanda; Ezio Mauro quale stato riconosce? Quello italiano o quello Pontificio?

    Domanda doverosa in quanto il conduttore, ignorando questa volta ciò che sta accadendo in tutta Europa e nel mondo, parla “ingaggio delle autorità civili”, quasi come se dal suo punto di vista queste fossero un “optional” della nostra società. Un chiaro disconoscimento delle Istituzioni dello Stato che lascia davvero basiti.

    Passando alla risposta del cardinale Matteo Zuppi, precedentemente servita su un piatto d’argento dallo stesso conduttore, emerge la totale negazione dei fatti che, sempre in un contesto internazionale che oggi vede in tutta Europa e non solo, vittime riconosciute da Stato e chiesa che vengono indennizzate per il danno subito, qui il cardinale tira furi dal cilindro magico la massima espressione che nel fallimento della chiesa in Italia ha a disposizione. L’ascolto delle vittime.

    Quasi come se ascoltare chi ha subito negandogli un qualunque tipo di riconoscimento, possa essere positivamente “terapeutico e riparativo” anziché un ulteriore trauma.

    Il tutto si conclude con una esternazione di Zuppi che di fatto è la domanda che la chiesa non si pone e ribadisce con questa affermazione di non sapersi porre; “Se noi non siamo in grado di giudicarci, di esaminarci, vuol dire che c’è qualcosa proprio che non va”.

    Il fatto che nella trasmissione ci fosse la puntuale e totale assenza di un contraddittorio, rende il tutto davvero grave e al limite della decenza.

  • Le vittime argentine di abusi sui minori esortano Papa Francesco ad ascoltare le loro lamentele

    Le vittime argentine di abusi sui minori esortano Papa Francesco ad ascoltare le loro lamentele

    ROMA, 9 marzo (Reuters) – Un gruppo che rappresenta le vittime di abusi sui minori in Argentina chiede a Papa Francesco, un connazionale argentino, di invitarlo in Vaticano per ascoltare le loro lamentele.

    Gli abusi sessuali del clero e gli scandali di insabbiamento hanno scosso per decenni la Chiesa cattolica romana di quasi 1,38 miliardi di membri, minando la sua autorità morale e mettendo a dura prova i membri e le casse.

    “Gli abbiamo inviato una lettera, ci siamo dichiarati aperti al dialogo e agli incontri, ma in 10 anni di pontificato… non ha fatto il gesto pubblico di convocarci”, ha detto giovedì a Reuters Sebastian Cuattromo a Roma.

    La sala stampa vaticana non ha risposto subito a una richiesta di commento.

    Papa Francesco celebra il 10° anniversario della sua elezione il 13 marzo. Come papa, ha promesso un’azione “irreversibile” contro gli abusi del clero. Ha anche riconosciuto gli errori sulla questione, in particolare dopo un viaggio in Cile del 2018 in cui inizialmente si è schierato con un vescovo accusato di crimini sessuali contro minori.

    Cuattromo, abusato da un prete mentre frequentava una scuola cattolica a Buenos Aires, si è recato a Roma con l’altro co-fondatore del suo gruppo, chiamato Adulti per i diritti dei bambini, nella speranza di incontrare il papa.

    Si è detto deluso dall’atteggiamento generale della Chiesa cattolica argentina.

    Cuattromo ha denunciato alla scuola il suo aggressore, insieme a un’altra vittima. Secondo Bishopaccountability.org, un sito web che tiene traccia dei casi di abusi sessuali in chiesa, hanno ricevuto 40.000 dollari ciascuno di risarcimento, in cambio del loro silenzio.

    Ha cambiato idea nel 2002, denunciando il sacerdote alle autorità civili, che lo hanno portato a una condanna ea 12 anni di reclusione.

    In quel momento ha segnalato il caso anche all’arcivescovado di Buenos Aires, allora guidato da Francesco con il precedente titolo di cardinale Jorge Mario Bergoglio. Cuattromo ha detto di essere stato indirizzato al segretario di Bergoglio e poi a un vice vescovo che, secondo lui, gli ha detto che la leadership della Chiesa argentina ha sostenuto la scuola.

    Non c’è stata risposta immediata a una richiesta di commento da parte dei rappresentanti della Chiesa cattolica in Argentina.

    Reportage di Alvise Armellini a Roma; Segnalazione aggiuntiva di Lucila Sigal a Buenos Aires; Montaggio di Frances Kerry

    https://www.reuters.com/world/americas/argentine-child-abuse-victims-urge-pope-francis-hear-their-grievances-2023-03-09/