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  • “Ringraziando” la disinformazione di massa del Secolo XIX (La Stampa e La Repubblica Redazioni liguri) sulla Panchina Viola di Savona; Secolo che il giorno dell’inaugurazione pubblica una panchina che sarà inaugurata il 15 marzo

    “Ringraziando” la disinformazione di massa del Secolo XIX (La Stampa e La Repubblica Redazioni liguri) sulla Panchina Viola di Savona; Secolo che il giorno dell’inaugurazione pubblica una panchina che sarà inaugurata il 15 marzo

    Certamente un pessimo esempio di informazione stampa, opposto peraltro al messaggio civile e sociale in tutela dei minori (Figli e nipoti pure delle redazioni) al quale la stessa panchina, come le altre si ispira;

    “Una panchina colorata di viola non salva i bambini e non cura chi è stato abusato.

    Deve servire da simbolo agli adulti, alla società civile, a chi può o deve tutelare minori o persone vulnerabili, a non chiudere gli occhi, a non voltarsi dall’altra parte, ma ad intervenire.

    In questo purtroppo siamo ancora molto indietro in Italia, abbiamo ancora difficoltà; perché ci fa paura; perché ci imbarazza; perché non lo riteniamo un non nostro problema intervenire nei casi di violenza, troppo spesso dimenticando che siamo noi gli occhi e gli orecchi di chi è in difficoltà oltre che della giustizia. Siamo noi che dobbiamo civilmente tutelarci, partendo dai nostri figli, dai nostri nipoti, dai nostri cari facendo prevenzione, denunciando.

    Non possiamo pretendere che siano le vittime a farlo perché in quanto tali non ne hanno le risorse, spesso non ne hanno la forza ed è per questo che siamo noi a dover intervenire. Perché chi è fragile o non in grado di potersi tutelare da sé, possa contare sugli altri e su una concreta e civile società, non restando solo.”

    Ancora una volta il Gruppo Gedi, almeno per quanto riguarda il triste monopolio assoluto della Liguria, per quanto concerne la carta stampata, puntualmente si “pregia” per essere mezzo non solo di censura e distrazione di massa.

    Ma veniamo agli ultimi fatti, quando sabato 24 febbraio (malgrado ampiamente pubblicata su tutte le testate online savonesi) il Secolo XIX pubblicava (vedi foto a lato) un’iniziativa al quanto “distraente”.

    Sempre di una panchina, ma per il 15 di marzo prossimo.

    Sicuramente una notizia lodevole, peccato la puntuale omissione di quella del giorno stesso, neppure citata lontanamente, malgrado la stessa testata avesse intervistato i promotori e i loro sostenitori, quindi fosse indubbiamente ben a conoscenza.

    Un lavoro (quello del Secolo XIX da dopo che è stato assorbito da Gedi) che va sottolineato per la carenza deontologica oltre che i demeriti nell’informazione.

    A questo proposito chiederemo sia al Garante che all’Ordine opinione non solo per l’assenza di pluralità di informazione e censura da parte della carta stampata in Liguria, ma un intervento riguardo al disconoscimento dei principi deontologici che costituzionalmente danno privilegi (ai fini democratici) all’informazione, che vengono a nostro avviso meno in queste circostanze, ben lungi da quella che è l’informazione, nei fatti discriminante di fasce deboli e minoranze.

  • Al simposio UE di Berna ci sarà anche l’Italia rappresentata dalla Rete L’ABUSO – Rappresentante e fondatrice di ECA Global, presente in 42 paesi

    Al simposio UE di Berna ci sarà anche l’Italia rappresentata dalla Rete L’ABUSO – Rappresentante e fondatrice di ECA Global, presente in 42 paesi

    Si terrà a Berna dal 17 al 19 settembre il simposio delle associazioni – gruppi di vittime di 17 paesi europei – sulla pedofilia, in particolare quella clericale, una pandemia che vede l’Italia il paese più colpito dell’eurozona, con all’attivo più di 300 casi in soli 15 anni (70 casi in 50 anni quelli del famoso film Spotligh) e con una proiezione in assenza di una commissione governativa, che conta un milione di vittime solo in Italia, il potenziale più elevato del pianeta secondo lo studio del collega irlandese Mark Vincent Healy.

    Un problema che a differenza degli altri Stati membri l’Italia si rifiuta di affrontare da più di dieci anni e che sfugge ai più grazie all’editoria italiana che ne parla poco e indirizza sistematicamente le eventuali problematiche/soluzioni disconoscendo lo stato, al Vaticano (cioè ad uno Stato estero) anziché al governo italiano, permettendogli così di non pronunciarsi da più di 11 anni.

    Un’editoria che poche settimane fa è stata diffidata proprio per questo dalle vittime italiane, a rappresentarle se in assenza di una loro dichiarazione, in quanto sempre nello stesso contesto di disinformazione editoriale (oggi in Italia sostanzialmente ridotta a pochi gruppi, meno di 10 che ne creano di fatto un monopolio), i media hanno assunto una grave posizione unilaterale che per nulla ci rappresenta e che non rappresenta neppure la deontologia giornalistica.

    Azioni di censura o ancora peggio utili a disorientare i lettori (disinformandoli) e a far si che gli interessati possano eludere la risposta, come accaduto ancora pochi giorni fa per mano del SECOLO XIX, che nell’ambito dell’iniziativa anti pedofilia #PARTIAMODALBASSO, lanciata alcuni mesi fa dalla sezione Human Rights della Rete L’ABUSO e attualmente indirizzata ai candidati dei 54 comuni liguri che andranno al voto, la testata, quasi a voler dare un colpo di spugna aggirando l’iniziativa, si è limitata a sentire sul tema unicamente i candidati della sola città di Savona, ai quali peraltro non ha neppure chiesto l’impegno elettorale di aderire all’iniziativa, che non ha citato.

    Colpo di spugna che tuttavia non cambia il dato importante che vede la Liguria a campione (qui i dati aggiornati in tempo reale) . Dato che porteremo al simposio di Berna per valutare attraverso le adesioni, l’effettivo interesse delle amministrazioni locali, della politica in materia di tutela dei più piccoli.

    L’Italia ad oggi risulta indifferente al problema con la complicità dei mezzi di informazione, oltre che inadempiente di fronte ai vari solleciti su accordi europei e internazionali, come il Vaticano, non ha mai risposto all’ONU sul Report Giustizia.

    Malgrado una interrogazione parlamentare dell’Onorevole Matteo Mantero, una diffida della Rete L’ABUSO al Governo (che non ha mai risposto) e una successiva denuncia per inadempienze del governo alla Procura di Savona, archiviata proprio mentre l’Italia denunciata dalla Rete L’ABUSO veniva interrogata (facendo scena muta) dal Comitato per la tutela dell’infanzia delle Nazioni Unite. (La risposta dell’ONU al punto 21 del testo)

    Ma la Rete L’ABUSO, malgrado il deplorevole contesto italiano, porterà al simposio anche delle soluzioni e le formule per poterle attuare in Italia, anche senza dover per forza legiferare o intervenire modificando i patti Lateranensi, come spiega l’avvocato della Rete Mario Caligiuri.

    Soluzioni che in modo davvero semplice migliorerebbero da subito la sicurezza e soprattutto alzerebbero notevolmente il livello di prevenzione, oggi praticamente inesistente nel paese.

    Un paese che come documenta Stefano Pitrelli sul Washington Post, da meta della cristianità, oggi è meta turistica per gli abusi sui minori dei preti cattolici.

    Qui il comunicato stampa con embargo, visibile solo il 19 settembre (06 am) “Abusi sui minori in Europa: gruppi di vittime…. ”

    Zanardi