A oltre otto mesi dal grave incendio che ha interessato lo stabile di via Pietro Giuria 3, a Savona, i condomini tornano a denunciare pubblicamente le condizioni nelle quali sono costretti a vivere e rivolgono un duro atto d’accusa all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Russo e ad ARTE, ente gestore dell’immobile.
Secondo quanto riferiscono gli abitanti, il rogo avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche. Soltanto il fatto che l’incendio sia divampato in pieno giorno, consentendo di dare tempestivamente l’allarme e chiamare i soccorsi, avrebbe evitato conseguenze ancora più gravi.
Da allora, denunciano i residenti, la situazione dello stabile, di proprietà del Comune di Savona, sarebbe rimasta in larga parte irrisolta.
A pagarne le conseguenze sono soprattutto persone appartenenti alle fasce più fragili della popolazione: anziani, invalidi civili con particolari esigenze igienico-sanitarie e famiglie con minori.
I condomini segnalano una lunga serie di problemi: la presenza di piccioni che entrerebbero nell’edificio attraverso le aperture rimaste prive di infissi dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco, l’accumulo di escrementi, la presenza di scarafaggi lungo i sei piani delle scale, infiltrazioni d’acqua durante le piogge e il persistente odore lasciato dall’incendio.
A queste condizioni si aggiungerebbero il mancato ripristino delle parti danneggiate e, soprattutto, la presenza di cavi elettrici a vista e non adeguatamente protetti, che i residenti considerano motivo di particolare preoccupazione per la sicurezza.
Secondo quanto riferito dai condomini, i Vigili del Fuoco sarebbero intervenuti nuovamente il 26 marzo, transennando una zona dello stabile e segnalando ad ARTE le criticità riscontrate.
Un ulteriore elemento sollevato dai residenti riguarda la gestione assicurativa del sinistro. Alcuni condomini riferiscono che, nel maggio scorso, dopo aver contattato direttamente la compagnia assicuratrice, avrebbero appreso che quest’ultima non risultava ancora informata dell’incendio. Una circostanza sulla quale chiedono chiarimenti.
Ma le preoccupazioni sulla sicurezza dello stabile, sostengono gli abitanti, risalirebbero addirittura al 2016.
Già in occasione di un precedente incendio, di minore entità, sarebbero emerse criticità legate alle vie di fuga. In particolare, la presenza di grandi lastre di vetro prive di aperture lungo i sei piani del vano scale avrebbe ostacolato la fuoriuscita del fumo.
Durante l’incendio più recente, secondo la ricostruzione dei residenti, gli stessi Vigili del Fuoco avrebbero dovuto infrangere alcune lastre per consentire l’evacuazione dei fumi e rendere possibile l’intervento.
Una situazione che, a giudizio dei condomini, avrebbe esposto gli abitanti a rischi particolarmente elevati.
Sulla vicenda sarebbe inoltre in corso un’attività d’indagine della Procura della Repubblica di Savona. Secondo quanto riferiscono i residenti, a seguito delle querele presentate sarebbero già state ascoltate alcune persone informate sui fatti. Resta naturalmente agli organi inquirenti il compito di accertare eventuali responsabilità.
A farsi portavoce della protesta è Francesco Zanardi, residente nello stabile e presidente dell’associazione Rete L’ABUSO, che ha raccolto documentazione sulla vicenda e illustra in un video allegato al comunicato le condizioni dell’edificio e le richieste degli abitanti.
Zanardi richiama anche alcuni documenti che, secondo la sua ricostruzione, dimostrerebbero come le criticità dell’immobile fossero note già prima dell’incendio. In particolare, sostiene che ARTE avesse riconosciuto, circa un anno prima del rogo, problemi relativi alle condizioni dello stabile.
Documentazione che, sempre secondo quanto riferito, sarebbe stata trasmessa anche agli inquirenti.
«Non chiediamo privilegi, ma sicurezza, dignità e condizioni di vita accettabili».
È questo, in sostanza, il messaggio che i condomini intendono rivolgere all’amministrazione comunale e all’ente gestore.
«Con questo j’accuse chiediamo al sindaco Marco Russo e alla sua Giunta di interrompere un silenzio che, a nostro giudizio, dura ormai da troppo tempo. Non bastano rassicurazioni: servono interventi concreti, urgenti e verificabili, prima che l’arrivo dell’inverno renda ancora più difficile una situazione già pesante».
I residenti chiedono quindi il ripristino degli infissi, la verifica e la messa in sicurezza degli impianti, interventi di pulizia e disinfestazione, l’eliminazione delle infiltrazioni e il recupero delle parti danneggiate dall’incendio.
Otto mesi dopo il rogo, la domanda dei condomini resta una sola: quanto tempo dovrà ancora passare prima che lo stabile venga riportato a condizioni di sicurezza e vivibilità?
I condomini di via Pietro Giuria 3 – Savona







