Categoria: Il punto della Rete L’ABUSO

  • Caso don Ciro Panigara, la doppia versione di mons. Tremolada. Ma il processo canonico?

    Caso don Ciro Panigara, la doppia versione di mons. Tremolada. Ma il processo canonico?

    Sul caso di don Ciro Panigara. Oggi la diocesi dice:

    “La notizia che abbiamo appreso ci addolora profondamente. Il grave tenore delle accuse rivolte a don Ciro Panigara dovrà giustamente essere attentamente valutato.

    Il sacerdote, a seguito di alcune segnalazioni verbali, era stato immediatamente sospeso dal suo ministero parrocchiale da parte del Vescovo con provvedimento canonico cautelare il 10 gennaio 2025, in attesa e nel rispetto delle indagini della competente autorità civile che di seguito sono state avviate. Il dramma dei minori, vittime di abusi, non può essere in alcun modo sottovalutato né, tanto meno, eluso, a maggior ragione se coinvolge sacerdoti, ma la delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave, in ogni caso, esige rispetto e cautela. Il provvedimento emesso è forte e doloroso.

    Confidiamo che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità. Manifestiamo la nostra vicinanza a tutte le persone coinvolte in questa dolorosa vicenda, assicurando la nostra piena collaborazione alla magistratura”

     

    A gennaio però la diocesi aveva detto cose diverse, cioè don Ciro aveva rimesso lui il mandato. Qui la comunicazione:  

    “Carissimi fedeli dell’Unità pastorale del Beato Petronace, vi comunico che in data 3 gennaio 2025 il vescovo Pierantonio Tremolada ha accolto le dimissioni del vostro parroco don Ciro Panigara. Nel percorso di discernimento personale e pastorale con il Vescovo e con le persone che l’hanno accompagnato in questi primi mesi di ministero tra voi, sono purtroppo emerse situazioni e elementi di criticità, che consigliano di interrompere immediatamente la sua esperienza nelle vostre comunità parrocchiali.

    Don Ciro ha rimesso il suo mandato nelle mani del vescovo per poter, con più libertà, proseguire il suo cammino personale. Il vescovo Pierantonio è consapevole che il bene delle persone va sempre rigorosamente salvaguardato. Lo smarrimento che questa decisione provoca in tutti voi è comprensibile. Il Vescovo, tuttavia, chiede a ciascuno di accompagnare questo momento della vita delle vostre comunità con la preghiera e in spirito di comunione. Nelle prossime settimane le parrocchie saranno rette, come amministratore da don Pierantonio Lanzoni. Il Dio della speranza, che custodisce nella fede i nostri cuori, ci doni pace e consolazione. Vi giunga dal vescovo la sua paterna e affettuosa benedizione”.

    Quale delle due versioni dobbiamo prendere per buona?

    La Diocesi inoltre parla di provvedimento cautelare in attesa di indagini civili ma il processo canonico?

  • Si aggiungono i dati di ogni provincia italiana e l’annuario dei casi. I nuovi pannelli di iCODIS

    Si aggiungono i dati di ogni provincia italiana e l’annuario dei casi. I nuovi pannelli di iCODIS

    Migliaia di visite e centinaia di email in poco più di dieci giorni, non solo per complimentarsi dell’enorme lavoro, ma anche per dare dei consigli per migliorare iCODIS, consigli che abbiamo valutato e in molti casi messo già in pratica.

    Si aggiungono così i dati dettagliati delle province italiane con il numero di offender suddivisi tra sacerdoti e indotto laico al quale abbiamo aggiunto il numero di vittime sopravvissute che hanno prodotto in ogni regione italiana, conteggiato per sacerdoti, catechisti, collaboratori, scout e via dicendo. (Vedi la scheda a sinistra)

    Ma il maggior lavoro è stato nella datazione cronologica che ci ha permesso però di ricostruire anno per anno i casi che sono emersi e sono davvero tantissimi. L’anno che ne ha contati meno è il 2005, con soli 10 casi.

    Dico soli perché anni come il 2014, 2016, 2017 ecc. contano più di 30 cassi l’anno, che vale a dire 3 casi al mese solo nel clero, che non ci sembrano affatto pochi. (Vedi scheda a destra)

    Come non ci sembra poco il dato percentuale, al momento calcolato solamente sui sacerdoti che però arriva ben al 3,28%. Parliamo di ben 1018 sacerdoti offender su 31000! (vedi scheda a sinistra)

    Ma quello che preoccupa maggiormente è il sommerso, ovvero la maggioranza dei casi censiti che per omissione di querela, prescrizione ecc. non sono mai sati giudicati, i cui offender, al momento sono tutti a piede libero nelle parrocchie di tutta Italia.

    Casi gestiti totalmente dalla chiesa che come a Bolzano, fanno emergere qualcosa di estremamente grave. Leggendo i dati infatti si parla di ben 72 offender censiti solo a Bolzano, altri cinque a Trento per un totale di 77 offender di cui non si sa né il nome né la loro

     attuale collocazione. Si sa grazie al nostro database che di quei 77 casi, attualmente solo 1 risulta denunciato alla giustizia civile, uno è attualmente aperto, due hanno una condanna definitiva e uno soltanto una condanna in sede civile.

    In pratica su 77 casi solo 4 sono passati per la giustizia dello Stato, ottenendo una condanna ed il dovuto risarcimento per le loro vittime. Gli altri 72 invece sono stati sostanzialmente omessi alla giustizia, come le loro vittime, che non hanno mai ricevuto alcun tipo di giustizia e tantomeno di indennizzo.

    Qui gli indirizzi dei 6 pannelli dati di Spotlight on italian survivors attualmente attivi sul nostro portale. (N. B. per visionare alcuni dei pannelli è necessario registrarsi al portale)

    – https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpspotlight-on-italian-survivors/

    – https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpspotlight-on-italian-survivors/database-degli-abusi-sessuali-nel-clero-italiano-icodis-system/

    – https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpspotlight-on-italian-survivors/le-diocesi-italiane-non-sicure-icodis-system/

    – https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpspotlight-on-italian-survivors/dati-regionali-divisi-per-province/

    – https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpspotlight-on-italian-survivors/i-dati-regionali-di-sopravvissuti-e-offender-icodis-system/

    – https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpspotlight-on-italian-survivors/annuario-dei-casi-icodis/

     

  • ENNA – Le vittime e la Rete L’ABUSO “disconoscono” la Panchina viola; è un simbolo di responsabilità non di opportunità!

    ENNA – Le vittime e la Rete L’ABUSO “disconoscono” la Panchina viola; è un simbolo di responsabilità non di opportunità!

    La lotta contro gi abusi sessuali clericali sono una cosa seria perchè coinvolgono migliaia di giovani che portano per tutta la vita ferite insanabili. Per questo disconosciamo la paternità di quella panchina viola che il Comune di Enna ha installato al belvedere Marconi, dopo nostra richiesta e subito dopo la sentenza di condanna di Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato a 4 anni e mezzo di carcere per violenza sessuale aggravata a danni di minori dal Tribunale di Enna .

    Il Comune di Enna si è guardata bene dal costituirsi parte civile in quel processo, lasciando solo Antonio Messina che aveva denunciato Rugolo.

    A fronte di quanto sta avvenendo ad Enna, dove ieri sera i riti della settimana Santa, hanno visto protagonista monsignor Vincenzo Murgano, imputato per falsa testimonianza insieme al vescovo della diocesi di Piazza Armerina , Rosario Gisana, seduto accanto all’amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Maurizio Dipietro e dell’assessore Mirko Milano e altri componenti della Giunta comunale, l’associazione Rete l’Abuso fa un passo indietro consapevole, dolorosamente, che l’installazione della panchina è stato solo un maldestro tentativo di aderire, in apparenza, ad una lotta che invece è una cosa seria.

    Quella panchina rappresenta un simbolo, ma chiama alla coerenza e alla fattività, nei comportamenti che ad Enna l’amministrazione comunale, sembra negare.

    La Retel’Abuso si stringe attorno ai componenti del movimento spontaneo “Non accetto prediche da chi copre un abuso” che, con grande coraggio e compostezza, sta manifestando il dissenso per la presenza del monsignore imputato alla processione del venerdì Santo.

  • Nasce “Spotlight on Italian survivors” e conta già 800 sacerdoti offender e migliaia di vittime

    Nasce “Spotlight on Italian survivors” e conta già 800 sacerdoti offender e migliaia di vittime

           Si chiama “Spotlight on Italian survivors”

    quel “faro” mancato in Europa solo dall’Italia, oggi l’unico stato membro dell’Unione Europea a non aver esercitato, malgrado gli allarmi arrivati da tutta Europa, alcuna azione di prevenzione e tutela verso i cittadini vittime di abusi sessuali in età minorile, non solo nel contesto del clero…

    Uno “Spotlight” mancato in Italia soprattutto dall’informazione di massa che in materia non ha di certo brillato di luce propria, anzi, è stata incapace persino di una semplice inchiesta giornalistica sul tema.

    Così come da 15 anni, ci siamo organizzati noi sopravvissuti, ancora una volta nell’assordante silenzio che in Italia riecheggia puntuale.

    “Spotlight on Italian survivors” è il primo ed il più grande database al mondo che raccoglie, traccia e monitora gli abusi sessuali del clero e lo fa in una forma che tende a dare a colpo d’occhio, la vastità del problema italiano.

    Lo fa soprattutto con numeri e grafici, espressione molto diretta e al tempo stesso quantificante del fenomeno.       

    Questo sistema database chiamato “iCODIS”, non solo produce dati in tempo reale ma li quantifica per ogni provincia, regione italiana. Quanti sacerdoti potenziali offender ci sono nella provincia in cui abitate, quante sono le vittime sopravvissute che questi hanno prodotto in quei luoghi, ma non solo.

    Quanti di questi hanno subito un processo, penale o canonico, quanti invece sono sfuggiti per prescrizione alla Giustizia e che fine hanno fatto.

    Tra le vittime prodotte quante donne, quanti uomini, da chi sono stati abusati e in quale circostanza. Quale è la percentuale italiana del clero pedofilo e tanto altro.

    Una serie infinita di informazioni, in alcuni casi da noi preconfezionate in panoramiche regionali che danno a colpo d’occhio coscienza della situazione.

    Ma “iCODIS” ha anche un sistema integrato di ricerca avanzata destinato al pubblico dove non serve necessariamente inserire un nome, ma è sufficiente per esempio inserire una città per avere una panoramica di ciò che accade o è stato.

    Quasi un ripiego a quella commissione di inchiesta che l’ONU ha chiest all’Italia inadempiente nel 2019, puntualmente mancata, come se i minori italiani fossero per lo Stato, solo figli di un Dio minore.

     

  • Violenza su minori in ambito settario e religioso, Stefania Ascari deposita una interrogazione parlamentare

    Violenza su minori in ambito settario e religioso, Stefania Ascari deposita una interrogazione parlamentare

    Malgrado giacciano ancora impolverate – la prima dal 2010, la seconda dal 2017 – sugli scaffali della Camera le interrogazioni parlamentari presentate dall’Onorevole Maurizio Turco e dall’onorevole Matteo Mantero, Stefania Ascari prova nuovamente a toccare l’enorme problema italiano dei minori abusati, in particolare da sette e in ambito religioso.

    Lo fa con una nuova interrogazione depositata il 15 novembre 2024 rivolta a PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI; MINISTERO DELL’INTERNO; MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;  MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ai quali chiede:

     Al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

    in tutto il mondo esistono comunità di fede che forniscono risorse, sostegno e opportunità ai soggetti maggiormente vulnerabili, rivestendo un ruolo significativo anche nella protezione dei minori;

    altre istituzioni religiose sono tuttavia annoverate tra le organizzazioni formali in cui risultano gravi carenze nelle politiche di salvaguardia, abusi psicologici e sessuali sistematici verso i bambini e insabbiamenti delle accuse;

    in data 1o novembre 2024, l’Ansa ha riferito che una inchiesta della Procura di Firenze ha condotto all’incriminazione di un testimone di Geova accusato di abusi sessuali reiterati contro 7 bambine. Le violenze, protrattesi per 4 anni, avrebbero avuto inizio nel 2014 all’interno della Sala del Regno;

    con un comunicato stampa la confessione religiosa ha reso noto di ignorare la vicenda e di avere espulso l’affiliato nel 2018;

    secondo fonti governative estere e di stampa, i Testimoni di Geova sarebbero stati oggetto di plurime inchieste di autorità governative di Stati esteri che avrebbero concordemente rilevato, tra l’altro, le inadeguatezze delle procedure e politiche interne di tutela dei minori, la tendenza a non incentivare le denunce, l’occultamento di vicende di abusi e pedofilia, la mancata collaborazione con le autorità, nonché gravi casi di vittimizzazione secondaria;

    nei Paesi Bassi dove la confessione si sarebbe opposta all’invito di istituire una indagine interna sui casi di abusi in danno di minori, la Camera dei deputati avrebbe commissionato ai ricercatori dell’Università di Utrecht tale studio. Le pesanti conclusioni della relazione, resa pubblica nel gennaio 2020, sarebbero in linea con quanto emerso nelle inchieste governative;

    la recente indagine della Commissione reale neozelandese, oltre a confermare analogamente le risultanze delle altre commissioni governative, avrebbe evidenziato che l’interrogatorio di bambini e giovani vittime di abusi sessuali condotto dai membri del cosiddetto comitato giudiziario interno dei Testimoni di Geova, si sarebbe configurato come «inappropriato ed emotivamente e psicologicamente violento»;

    per istituire un comitato giudiziario in caso di abusi, i Testimoni di Geova di tutto il mondo, si avvarrebbero della regola scritturale dei «due testimoni» secondo cui una segnalazione di abusi è ritenuta attendibile solo laddove vi siano almeno due testimoni oculari del fatto;

    benché la religione sostenga che la regola disciplini unicamente questioni di natura ecclesiastica, le citate inchieste governative avrebbero rilevato che applicata a contesti di abuso su minori, avrebbe contribuito a falsificare la realtà, aumentato il rischio del crimine e generato ulteriore sofferenza alle vittime;

    anche nel nostro Paese gli organi di informazione avrebbero più volte riferito in merito a vicende di abusi e insabbiamenti in seno alla confessione, confermate da ex anziani di congregazione che presiedevano tali comitati giudiziari, senza tuttavia alcuna attenzione da parte istituzionale –:

    se non ritengano necessario e urgente, per quanto di competenza, adottare iniziative volte ad approfondire i fenomeni descritti in premessa;

    se e quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri interrogati intendano eventualmente adottare per fronteggiare il grave fenomeno degli abusi su minori in contesti religiosi.

  • Pontificia commissione tutela minori; si aggiunge un piano al castello di carte costruito sulla sabbia

    Pontificia commissione tutela minori; si aggiunge un piano al castello di carte costruito sulla sabbia

    Emergono tante verità nel tortuoso rapporto della Pontificia commissione per la tutela dei minori presentato oggi, che se pur con astuzia, velatamente non nasconde il fallimento della chiesa in 10 anni di appelli, rassicurazioni e obbiettivi mancati.

    IT_Rapporto Annuale pdf

    Quello che appare surreale è che malgrado quanto coscientemente ammetta lo stesso report, si continui ad implementare sulle fragilità, ulteriori obbiettivi. Per questo il paragone di un castello di carte costruito sulla sabbia, che viene alzato ulteriormente di un piano.

    Tralasciando l’auto incensarsi dell’operato della commissione, in totale contrasto con l’opinione di vittime, sopravvissuti e associazioni di cui non si tiene conto malgrado lamentino agli antipodi, dalla Nuova Zelanda all’Italia, quanto invece la commissione “spaccia” come risultato positivo sul quale implementa, in una personalissima realtà astratta, nuove iniziative.

    Mi soffermo a pagina 34 del report, dove si parla della “regione” Europa, dove i nodi, l’inerzia ed il fallimento in materia della chiesa, vengono al pettine.

    Il capitolo inizia parlando delle iniziative attuate dal Consiglio d’Europa, esplicitamente la Carta di Lanzarote (alla quale il Vaticano non ha aderito), di cui trovate ampia illustrazione di come non solo la chiesa, in Italia tutto l’ambito del volontariato, siano favoriti per un vuoto legislativo (per legge) all’omissione, nel Report dell’Osservatorio permanente della Rete L’ABUSO presentato con tanto di quantificazione dei sopravvissuti e degli esiti dei processi canonici, lo scorso 12 settembre, che potete trovare QUI.

    QUI IL NOSTRO PANEL

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    Qui è quindi la stessa commissione pontificia che riconosce nella “regione” europea l’importanza dell’intervento delle Istituzioni civili – non vaticane – nello stabilire regole, di cui la commissione si vanta per il risultato ottenuto, dissociando la dipendenza e il peso che queste norme della società civile, hanno avuto sui comportamenti ai quali sono state costrette le stesse Conferenze episcopali.

    Ancora surreale il fatto che la stessa commissione poi ne valuti l’applicazione all’interno degli Stati membri dell’UE, il conseguente fallimento delle introduzioni canoniche che però, attribuisce all’ambito della sfera civile.

    Nulla di nuovo quindi, o almeno nulla che possa essere visto come concretamente apprezzabile, almeno dalle vittime, protagoniste assolute di questa campagna in cui malgrado contestino l’inefficacia, vengono strumentalizzate anche in questo report, che di fatto non offre loro nulla di più di quanto non offrisse già prima.

    F.

  • SPECIALE CLERO GATE: 1 MILIONE di BAMBlNl VlTTlME dei PRETI | Inchiesta True Crime

    SPECIALE CLERO GATE: 1 MILIONE di BAMBlNl VlTTlME dei PRETI | Inchiesta True Crime

    Benvenuti nel primo Episodio di questa nuova serie: CLERO GATE

    Abbiamo lavorato intensamente per far comprendere la portata del fenomeno della pedo nel cIero, una situazione che dal dopoguerra ad oggi, ha raggiunto una entità tale da essere considerata un evento sociologico (in negativo). Il nostro secondo obiettivo è quello di rendere il pubblico realmente consapevole rispetto a ciò che molti esponenti del cIero sono arrivati a fare, direttamente dalla voce delle vittime, direttamente da chi, malgrado sia riuscito a dimostrare quanto subito, si è visto rubare, oltre alla propria innocenza, anche una meritata giustizia.

    Per questo renderemo disponibili a tutti voi i documenti che dimostrano, senza ombra di dubbio, che dietro a questi eventi esiste non solo uno schema collaudato, ma un vero e proprio giro di protezione, usato per tenere in piedi uno dei business piú redditizi del mondo: la CHlESA Vi ricordo che gli speciali che trovate sul canale raccontano fatti, supportati da documenti e fonti, e non sono frutto di ipotesi o fantasie. Ed è per questo che non troverete queste informazioni sui canali televisivi italiani.

    Voglio inoltre invitare chiunque avesse ricevuto questi abusi a contattarci e raccontarci il vostro caso, trovate l’email nella descrizione, affinché quanto da voi subito possa un giorno essere utile per salvare qualcun altro

    La nostra email: press@twitch-crime.com

    Link Fonti e Documentazione: https://www.bishop-accountability.org… https://www.bishop-accountability.org… https://www.bishop-accountability.org… https://www.bishop-accountability.org… https://www.bishop-accountability.org…

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    Se volete partecipare alle live e discutere dei casi insieme a me, vi aspetto su   / bugalalla   Abbonati a questo canale per accedere ai vantaggi:    / @bugalalla   non sai come funziona Twitch: http://bit.ly/AbbonarsiBuga Per indagare sulla mia vita:   / bugalalla   Per il gruppo Telegram: http://bit.ly/GruppoTelegramBuga#notizie #notizie #spotlight #psicologia #giustizia #boston #vatican #vaticano

  • Zanardi illustra il Report sugli abusi sessuali – Abuse Tracker

    Zanardi illustra il Report sugli abusi sessuali – Abuse Tracker

    Va bene Andiamo a scoperchiare un po’ quello che è un vaso di Pandora in Italia perché Io ho iniziato all’inizio estate a voler fare questo report ho detto domandiamoci quante sono le vittime dei sacer….

    https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webphome/osservatorio-permanente/database/

  • COMUNICATO STAMPA – Presentazione del report regionale sugli abusi sessuali nell’ambito del volontariato

    COMUNICATO STAMPA – Presentazione del report regionale sugli abusi sessuali nell’ambito del volontariato

    Quante vittime ha fatto la pedofilia in Italia e quante sono a livello regionale?

    Tanti numeri ma pochi dati, quelli che ogni anno vengono divulgati in Italia. Sembra più un annuale “bollettino dei caduti” dietro al quale poi però non troviamo a fronte dei dati, politiche di prevenzione e sensibilizzazione sul territorio.

    Quanto e dove è esteso dunque il fenomeno nel paese e quali sono le lacune o le circostanze che lo favoriscono?

    Abbiamo passato l’estate cercando di produrlo qualitativamente, con atti giudiziari e quanto reperibile e ci siamo riusciti. Un dato che è in assoluto difetto con la realtà, tuttavia non poco preoccupante, sia per le vittime prodotte, sia per l’impossibilità di prevenire cioè, di impedire che si replichi producendone altre.

    Un dato che per la carente disponibilità di quelli governativi abbiamo prodotto utilizzando i nostri e che per l’accuratezza di analisi – vista qualitativamente e non numericamente – abbiamo suddiviso tra donne, uomini, maggiorenni ecc. quindi è proiettabile a livello statistico.

    Se pur il dato analizzato sia quello della chiesa al quale abbiamo aggiunto il suo indotto laico volontario e analizzato un periodo limitato – circa 15 anni con una integrazione dei pochi casi registrati dal 2000 al 2010 – l’analisi è stata fatta nell’ambito della categoria a cui appartiene anche il clero, il volontariato. Una categoria da sempre ad alto rischio, oggi ancora di più a causa di alcune introduzioni normative che in Italia, anziché tutelare i minori, hanno favorito nella loro applicazione proprio il volontariato come terreno di “caccia” per i predatori.

    A questo scopo abbiamo allestito una sessione perpetua del report sul nostro portale “Abuse Tracker Italia”. Sessione che resterà aggiornata in tempo reale e integrata con più dati di quelli che andremo a presentare il prossimo 12 settembre, già ampiamente sufficienti.

    Quali le soluzioni efficaci possibili nell’immediato?

    Relatori;

    • Francesco Zanardi – Presidente Rete L’ABUSO
    • Federico Tulli – Giornalista e autore
    • Mario Caligiuri – Avvocato e coordinatore legale della Rete L’ABUSO, supervisore dell’Osservatorio permanente
    • Monica Sansoni – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza del Lazio
    • Carla Puligheddu – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Sardegna
    • Fabio Biasi – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Provincia autonoma di Trento e la consulente dott.sa. Manuela Paganini
    • Guia Tanda – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Liguria
    • Giovanni Galano – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Campania e la dott.sa Antonella D’Andrea
    • Giorgio Barone – CBI – Pres. Medical & Antidoping Commission – PCSOS Project Mgr. – Protecting Children in Sport – Compliance Lead Auditor FMSI / CONI-NADO / IAAF
    • Luca Battaglieri – Avvocato che collabora con la Rete L’ABUSO e in ambito sportivo
    • Ludovica Eugenio – Coordinamento Italy Church Too
    • Giorgio Toselli – Presidente “No Child Abuse”, padre di due sopravvissuti, Maurizio Gualerni vice Presidente “No Child Abuse”
    • Dante Ghezzi – psicologo, psicoterapeuta, supervisore Emdr, membro dell’équipe Tiama e membro del coordinamento italiano CISMAI

     

  • Il Papa adesso dovrebbe fare le scuse ad ANTONIO MESSINA, le ALTRE VITTIME di Enna e procedere nei confronti del vescovo Gisana

    Il Papa adesso dovrebbe fare le scuse ad ANTONIO MESSINA, le ALTRE VITTIME di Enna e procedere nei confronti del vescovo Gisana

    “Saluto il Vescovo di Piazza Armerina, Monsignor Rosario Gisana: bravo, questo Vescovo, bravo. È stato perseguitato, calunniato e lui fermo, sempre, giusto, uomo giusto. Per questo, quel giorno in cui andai a Palermo, ho voluto fare sosta prima a Piazza Armerina, per salutarlo; è un bravo Vescovo.”

    Che sia stata un’incredibile gaffe come accadde in Cile non vi è dubbio, ma come in Cile e ancor di più adesso, in virtù del motu proprio che lo stesso Papa Francesco ha voluto, questa volta le scuse andrebbero doverosamente fatte ai sopravvissuti di Enna, che ancora attendono risposta alle loro lettere.

    Ma non basta!

    Se si vuole essere credibili si deve applicare il Motu proprio vos estis lux mundi voluto dal Papa in nome della tolleranza zero, sopratutto nella parte in cui parla dei vescovi insabbiatori, procedendo nei confronti del Vescovo Rosario Gisana che come emerge anche nel podcast “La confessione”, intercettato dagli inquirenti è lui stesso ad ammettere non solo di avere insabbiato il caso di don Giuseppe Rugolo, ma a suo dire l’esistenza di altri casi ben peggiori, di cui si meraviglia non siano ancora esplosi pubblicamente.

    Anche le motivazioni della sentenza di condanna di don Rugolo evidenziano senza dubbi una poco lodevole gestione del caso da parte del vescovo Gisana.

    Come la reazione degli stessi ennesi che abbandonando la messa manifestano “Non accetto prediche da chi copre un abuso”.

    Un segnale forte sopratutto per l’Italia, non abituata a queste azioni.

    Un atto dovuto. Il minimo per dimostrare un po’ di credibilità alle dichiarazioni o, almeno l’intenzione di voler provare a sanare il problema della pedofilia nella chiesa.

    Intenzione fino a oggi dichiarata a gran voce in articoli di giornale, ma mai applicata nella sua concretezza.