Tag: isabella sorgini

  • Una legittima domanda al candidato sindaco sulla tutela dei minori – cala il silenzio stampa e i sostenitori si indignano

    Una legittima domanda al candidato sindaco sulla tutela dei minori – cala il silenzio stampa e i sostenitori si indignano

    Una legittima perplessità delle vittime di sacerdoti pedofili anche savonesi, da undici anni riunite nell’associazione Rete L’ABUSO che in Italia le tutela. Persone che non hanno mai ottenuto giustizia, tanto mai il dovuto sostegno delle istituzioni preposte alle quali si sono rivolte. Letti gli atti giudiziari, ci siamo resi conto che quei pedofili in realtà erano stati coperti per anni e non solo da vescovi e colleghi, ma anche da politica e istituzioni della città di Savona che di fatto hanno permesso lo stupro di decine di bambini, in molti casi affidati direttamente dai servizi sociali alle due comunità per minori gestite una da don Giorgio Barbacini, l’altra da don Nello Giraudo.

    Agli atti della procura risulta che gli stessi servizi sociali sapessero, ma omisero la denuncia e si limitarono a riferire al vescovo. Non mandarono più bambini, incuranti di quelli che avevano già mandato o erano ancora li. Stessa cosa per quanto riguarda la CARITAS, obiettori di coscienza, volontari ecc.

    Anche Livio Giraudo e la moglie Isabella Sorgini, esponenti politici di spicco, tra i pilastri portanti della società savonese, sapevano dai primi del 2000 delle tendenze pedofile di don Nello ma lo coprirono sempre e comunque fino a portarlo con loro a un capo scout dove nel 2005, puntualmente, stuprò un altro ragazzino per il quale sarà poi condannato nel 2012. Da quanto emerge dagli atti, il ragazzino fuggi dopo la violenza e fu trovato ore dopo in lacrime. Tuttavia gli fu negata persino l’assistenza medica e a fine campeggio fu riconsegnato dall’AGESCI lavato e stirato ai genitori, che non furono informati di quanto accaduto. Lo scopriranno solo nel 2010 dopo che io denunciai al PM Giovanni Battista Ferro quei fatti.

    Una società e una classe dirigente evidentemente malate che dagli anni 80 al 2010 a Savona hanno preferito anteporre gli interessi politici, economici e religiosi, alla salute psicofisica dei loro stessi figli. La stessa giunta Berruti che vedeva Isabella Sorgini tra gli assessori (servizi sociali del comune di Savona e moglie di Livio Giraudo) fece ostracismo alle vittime, ci rifiutò qualunque sostegno. Lo stesso Berruti, prima ci negò la Sala Rossa, poi fece rimuovere i manifesti affissi dalle vittime attraverso il servizio comunale.

    Un’intera comunità civile ma così ignorante o resa tale dalla sua classe dirigente al punto di non sapere che «L’abuso di un bambino è un omicidio psichico» (M. Gabriella Gatti da LEFT)

    Decine di vittime che da 11 anni chiedono come è legittimo un sostegno alle istituzioni della propria città, che non ha mai risposto. Persone tutte con grosse problematiche dovute al disturbo post traumatico da stress (classico di chi subisce fortissimi traumi come i soldati che hanno affrontato la guerra del Vietnam) che vedono tra i loro aguzzini non solo i pedofili che li hanno costretti in quella condizione di vita, ma sopratutto gli amici dei pedofili, che prima li hanno coperti e oggi creano intorno alle loro vittime questo barbaro isolamento sociale.

    La questione Marco Russo è davvero molto semplice in quanto lo vede nell’ambito professionale più che legittimo, il difensore di due pedofili savonesi di cui siamo vittime, don Giraudo (in cui Russo è difensore ancora nell’attuale processo in corso) e don Barbacini. Il terzo è don Pinetto, ma non solleviamo neppure la questione in quanto fu difeso dall’avvocato Altamura, che non risulta sia candidato.

    Il passato slogan elettorale di Marco Russo
    Il passato slogan elettorale di Marco Russo

    Marco Russo invece si e con l’appoggio dell’omertosa ala del fratello di Nello Giraudo e degli stessi amici di sempre, quelli che per anni non videro, non fecero e non risposero… E continuano a farlo.

    Lo è niente popò di meno alla carica di primo cittadino di quel comune e quella classe dirigente che da 11 anni ignora le vittime della chiesa (che copre da 40) e per non offende la stessa, rifiuta la presa in carico legittima delle sue vittime, tanto è che siamo ancora qui che bussiamo alla porta.

    Per quello ci chiediamo più che legittimamente come gestirà nei nostri confronti il ruolo di sindaco, ammesso che ne abbia, quali programmi ha in sostegno di chi è stato vittima della chiesa savonese, cosa che naturalmente chiediamo anche agli altri candidati.

    Il silenzio del candidato sindaco e dei suoi supporter e sponsor alla vigilia della campagna elettorale è qualcosa di agghiacciante che indica che quella società, dirigente e politica che per 40 anni insieme alla chiesa savonese ha prodotto decine di vittime e se ne è lavata le mani, oggi non solo dimostra di non voler neppure provare riparare per quanto possibile il danno fatto, ma si irrita addirittura per fatto che cittadini da anni abbandonati a se stessi, chiedano il semplice rispetto delle loro vite come esseri umani.

    Vi lascio alla riflessione di Gianluigi Nuzzi proprio sul caso savonese – Parole Ubikate in mare Celle Ligure

    Francesco Zanardi

    Portavoce Rete L’ABUSO

  • SAVONA – Difende il prete pedofilo pregiudicato e si candida alla poltrona di Sindaco nella città dove vivono le vittime

    SAVONA – Difende il prete pedofilo pregiudicato e si candida alla poltrona di Sindaco nella città dove vivono le vittime

    Tutti i criminali hanno diritto alla difesa. Ma gli avvocati non hanno l’obbligo di difenderli, ma la facoltà morale di scegliere sulla base delle proprie attitudini se sporcarsi le mani o meno, soprattutto quando si parla di bambini violentati ai quali oggi si cerca di negare ancora una volta la giustizia, aimè, per difendere il criminale che li ha stuprati.

    L’avvocato Marco Russo ha tutto il diritto di scegliere come svolgere la sua professione e qui non ci piove.

    Certo che se uno si candida alla poltrona di Primo Cittadino, ad un ruolo pubblico quindi, la cosa cambia non poco, soprattutto per quelle scelte professionali fatte contro quei bambini della città nella quale oggi si candida. Scelte professionali alle quali oggi, un candidato Sindaco non può e non deve sottrarsi perchè sono indicative dell’affidabilità, nel ruolo di Primo cittadino in cui si propone.

    Anche il fatto che a sostenere la campagna elettorale dell’avvocato Marco Russo, sia il fratello del prete pedofilo certo lascia piuttosto interdetti, non tanto perché Livio Giraudo sia fratello del pedocriminale Nello Giraudo, ma perché insieme alla moglie (cognata di Nello Giraudo) lo coprirono per anni ai danni di decine di minori.

    Nulla fecero quando pur sapendo delle tendenze pedofile del Nello, questo aprì una comunità per minori. Nulla fecero al campo scout dell’AGESCI, dove nel 2005 stuprò un altro ragazzino per il quale poi fu condannato.

    Ma la cosa interessante è che in quel campo, proprio il fratello Livio (oggi sostenitore di Marco Russo) e la moglie Isabella Sorgini, allora Assessore del PD ai servizi sociali del comune di Savona, da quanto risulta agli atti – che Marco Russo ben conosce perché li ha redatti – Livio e Isabella Sorgini in Giraudo, pur avendo appreso il giorno stesso di quello stupro del 2005 nel campo scout di Vara, di cui ne erano i responsabili, non solo omisero l’assistenza medica alla malcapitata vittima ma, una volta riportata a casa, non dissero nulla ai genitori. Io stesso dovetti segnalare nel 2010 al Procuratore Giovanni Battista Ferro la vittima.

    … Continua

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  • “I NUOVI MOSTRI” Da scout, alla lobby omertosa della pubblica amministrazione.

    “I NUOVI MOSTRI” Da scout, alla lobby omertosa della pubblica amministrazione.

    Le rispettive carriere di ex scout restano apparentemente separate e indipendenti, ma nel momento della ‘minaccia’ scattano inquietanti meccanismi di difesa della rete, dove da più parti si prende posizione non nel merito, ma nella difesa del senso di appartenenza.

    Questo è successo a Savona in molte situazioni difficili.

    Nella lotta alla pedofilia nel mondo cattolico, non solo la Chiesa ha sistematicamente avuto comportamenti omertosi di fronte a decine di abusi sessuali perpetrati al suo interno a danno di minori, tendendo sistematicamente a perseguitare le vittime e non i carnefici, ma la stessa rete di alleanze e di appartenenza a quel mondo ha protetto questo atteggiamento omertoso, ben evidenziato dal quell’ambiguo connubio di silenzio e complicità di molti ex scout che ricoprono ruoli di pubblica utilità.

    Come mai per esempio si continua a ‘proteggere’ da più parti l’assessore in carica ai servizi sociali del comune di Savona ed ex scout Isabella Sorgini (oltre che il marito Livio Giraudo e diversi responsabili scout dell’Agesci), la quale pur essendo a conoscenza delle tendenze pedofile del cognato, Nello Giraudo, non si fece scrupolo a portarlo comunque in un campo Agesci nel 2005?  In quel campo Nello Giraudo violentò un minore, e non fu il fato a far sì che malgrado quel ragazzo segnalò immediatamente ai responsabili del campo di aver subito molestie, i cinque responsabili omisero non solo la denuncia, ma anche i soccorsi medici al ragazzo, nonché la comunicazione di quanto accaduto alla famiglia del giovane, che lo scoprì solo quando il ragazzo fu convocato in procura.

    Lo stesso avvocato Marco Russo, ex scout, amministratore pubblico e avvocato difensore del Giraudo, nella memoria difensiva del suo cliente (che per quel solo fatto fu condannato a 1 anno e sei mesi di reclusione), definì quella violenza un atteggiamento “scherzoso”.

    Per le persone che come me e tante altre vittime della pedofilia sono rimaste sempre inascoltate, isolate e sovente soggette a ritorsioni per aver semplicemente detto la verità (per senso di giustizia e per proteggere bambini indifesi da nuovi abusi), è davvero sconfortante sentir pronunciare proprio da queste persone frasi del tipo “Lo scoutismo mette al centro la persona” e “si adegua al passo dell’ultimo”.

    Ma questi comportamenti nel ‘fare blocco comune’ e nel proteggere un sistema corporativo molto forte nel savonese, si manifestano anche in altri contesti: nella mancata lotta alla cementificazione del nostro territorio e soprattutto nella omessa denuncia pubblica delle note ditte malavitose che nel savonese da decenni vincono appalti, nel silenzio di molti, di troppi.

    Perché ad esempio la referente provinciale della nota associazione antimafia nonché ex scout rimane sempre in silenzio di fronte a inchieste che riguardano le ditte in odore di ‘ndrangheta?  Perché il portavoce del Sindaco ed ex scout sostiene il cambio di destinazione d’uso del palazzo al porto che favorisce il noto imprenditore, incurante della contrarietà della cittadinanza?  Come mai gli ex scout nella Carige non si opponevano ai lauti prestiti dati a occhi chiusi alle ditte del gruppo Nucera? Come mai diversi ex scout inseriti nel tessuto imprenditoriale e finanziario savonese non si sono mai pronunciati anche sui devastanti danni della centrale a carbone di Vado, che secondo la Magistratura avrebbe provocato centinaia di morti premature?

    Non è che alcuni ex scout che hanno fatto carriera, in decisioni che riguardano l’interesse collettivo hanno scelto di non mettere piu’ “al centro la persona” ma i propri interessi corporativi ?

    Francesco Zanardi