Categoria: Archivi

  • Hans Zollner lascia a Commissione Pontificia. La sua dichiarazione in favore della lotta contro gli abusi lo scorso 23 a Milano

    Hans Zollner lascia a Commissione Pontificia. La sua dichiarazione in favore della lotta contro gli abusi lo scorso 23 a Milano

    Una Commissione Pontificia travagliata sin dalla nascita e che vide dimettersi prima la vittima inglese Peter Sounders, poi quella irlandese Marie Collins. Entrambe accusarono le reticenze e le pressioni interne alla chiesa che nei fatti impedivano alla Commissione di essere realmente utile, ma meramente di facciata.

    Hans Zollner è stato indubbiamente un ottimo ed onesto interlocutore che ha dimostrato di aver a cuore questa battaglia. Fu proprio Zollner ad ammettere pubblicamente che il dato di pedofili nel clero non era del 2%, – come sostenevano le fonti interne al Vaticano e lo stesso Papa Francesco – ma andava dal 4 al 6%, molto piu in linea con quanto da anni dichiaravano commissioni d’inchiesta e associazioni di vittime in tutto il mondo.

    Lo scorso 23, in occasione della conferenza di presentazione a Milano dell’iniziativa europea di Justice Initiative, aveva in un video messaggio confermato il suo impegno alla lotta, non solo all’interno della chiesa, ma in tutte le diverse circostanze.

    Il tutto accade l’indomani della pubblicazione del nuovo Motu proprio con una lettera che fa riflettere. Sicuramente ci mancherà malgrado le distanze, la sua onestà come interlocutore tra le vittime e l’istituzione ecclesiastica.

    “Da parte sua, in una dichiarazione personale, Hans Zollner S.I. ha dichiarato che la sua partenza è dovuta a questioni interne al funzionamento della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Tra le ragioni che gli hanno “impedito di continuare”, Zollner indica le questioni relative alle “aree di responsabilità, conformità, responsabilità e trasparenza” che, a suo avviso, non sono state adeguatamente sviluppate nella Commissione. Fa inoltre riferimento a questioni come la mancanza di comunicazione e di trasparenza in alcune decisioni della Commissione e la mancanza di chiarezza tra le competenze della Commissione e quelle del Dicastero per la Dottrina della Fede.“ FONTE

    Qui la lettera integrale e il commento di padre Hans Zollner

  • L’anomalia italiana – Convegno 3 novembre Milano – Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO – ECA global

    L’anomalia italiana – Convegno 3 novembre Milano – Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO – ECA global

    La trappola degli sportelli diocesani, l’assenza di Stato e Garante e la grande censura che si evince semplicemente cercando su GOOGLE quanto omesso.

    L’anomalia europea dell’Italia spiegata dal portavoce della Rete di sopravvissuti, unica in Europa per lo stato di indifferenza sociale.

    “Un doveroso minuto di silenzio, per riflettere come società civile se è mai possibile che in Italia chi ha subìto abusi e oggi ha una missione nella vita: quella di dare trasparenza, debba essere anche usato dal sistema e poi lasciato solo e senza giustizia dallo Stato.

    A questo punto siamo arrivati?!  A chiedere alle vittime di sostituirsi allo Stato, alla società?!  

    Vi rendete conto come è straziante?

    Ma noi come comunità, il Vaticano e soprattutto il Governo italiano: non c’è un vago senso di vergogna rispetto a questo? 

    per i bambini, i sopravvissuti e anche per chi, in Italia, non ce l’ha fatta, i non sopravvissuti?”

  • Intervento di Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO – #ItalyChurchToo

    Intervento di Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO – #ItalyChurchToo

    Le anomalie giuridiche italiane – «La Rete L’Abuso con 1.400 casi all’attivo da 12 anni è l’unico osservatorio di dati esistente in Italia», ha detto Francesco Zanardi, fondatore e presidente della Rete L’Abuso. «Lavoro lungo e difficile, che non sarebbe spettato a noi, costato al sottoscritto decine di querele ma nel vuoto purtroppo ci siamo dovuti assumere l’impegno, per poter tutelare altri.

    Oggi siamo rappresentanti per l’Italia di ECA Global, presente in 42 Paesi, riconosciuti presso Nazioni Unite». Recenti casi di abusi dimostrano come gli sforzi di papa Francesco (in particolare con il motu proprio Vos estis lux mundi) si siano rivelati inutili, prosegue Zanardi: i vescovi non obbediscono alle prescrizioni ma non vengono puniti. Leggi deboli hanno favorito il trasferimento in Italia dei pedofili. Una commissione della Chiesa anche se perfetta oggi non è più credibile, ne serve una indipendente che assicuri imparzialità. L’imputato non può fare anche da giudice.

    «In Italia – ha spiegato Zanardi – la situazione è complessa in confronto ad altri Paesi; El País ha raccolto 250 casi in 7 decenni, la magistratura ha aperto un’indagine autonoma. In Italia il database della Rete l’Abuso dimostra 360 casi in 15 anni. Serve dunque un intervento dello Stato. Il Rapporto CIASE in Francia parla di 216.000 vittime e 3.000 preti coinvolti; in Francia i preti sono 22.000, in Italia 52.000; se la percentuale media del mondo è di 7-8% di preti pedofili, in Italia sono stimati un milione. Serve adeguare le leggi; sono state avanzate istanze allo Stato e all’ONU, ma il numero di indagini e azioni penali della magistratura è basso: se la vittima è prescritta non scatta nessuna indagine e salta la prevenzione».

    Serve poi estendere a tutti il certificato anti-pedofilia (che il datore di lavoro è obbligato a richiedere ai neoassunti nel campo di attività con minori), applicandolo a tutto l’indotto del volontariato che svolge attività con minori; la prescrizione, poi, «non è adeguata alla maturazione del trauma da parte della vittima»; si chiede al legislatore «di dare la possibilità di denunciare a tutti cittadini, dal parroco al catechista, a chiunque abbia dei sospetti ». Sarebbe già una svolta. Paradossalmente la soluzione risolverebbe ostacoli posti dai Patti lateranensi come l’art. 4.

    Se oggi il papa introducesse per i vescovi italiani l’obbligo di denuncia, questi non saprebbero come procedere. Bisogna inoltre attuare un programma di risarcimenti e di programmi di riabilitazione delle vittime. Gli sportelli diocesani non sono conformi alla Convenzione di Lanzarote, che prevede che la vittima, quando viene sentita in un tribunale, anche in quelli diocesani, sia accompagnata da un medico che ne attesta anche l’attendibilità. Nei tribunali diocesani non si portano neanche gli avvocati».

  • La Rete L’ABUSO incontra la Stampa Estera in Italia. (video)

    La Rete L’ABUSO incontra la Stampa Estera in Italia. (video)

    Si è svolto ieri presso la sede romana della Stampa Estera l’incontro tra i corrispondenti delle maggiori testate giornalistiche nel mondo e Francesco Zanardi, portavoce dell’Associazione Rete L’ABUSO.

    Il tema era quello dei preti pedofili, ma nel lungo incontro si sono potute approfondire meglio e comprendere le responsabilità, non solo della chiesa, anche quelle delle Istituzioni Italiane e quali siano le condizioni che ancora oggi in Italia impediscono di fatto la prevenzione ed il contrasto a questo fenomeno.

    Un riconoscimento importante per l’Associazione e per tutti coloro che in questi otto anni di lavoro hanno contribuito a realizzare questa realtà.

  • #ChurchToo – lo spot della campagna di sensibilizzazione al contrasto alla pedofilia clericale promossa della Rete L’ABUSO

    #ChurchToo – lo spot della campagna di sensibilizzazione al contrasto alla pedofilia clericale promossa della Rete L’ABUSO

    Due bambine e due bambini, sono i protagonisti della campagna di sensibilizzazione chiamata #ChurchToo promossa dalla Rete L’ABUSO, l’Associazione italiana che raccoglie i sopravvissuti agli abusi sessuali del clero.

    Uno spot di 55” con un messaggio rivolto direttamente al Pontefice nel quale i bambini ripercorrono quella che definiremo la giostra della pedofilia clericale fatta di trasferimenti, omissioni, omertà che finiscono per tradursi col favorire la reiterazione del crimine.

    L’invito al buonsenso è rivolto a papa Francesco al quale i quattro bambini chiedono nulla di più, che rendere obbligatoria per i vescovi, la denuncia all’autorità giudiziaria.

    Nella seconda parte anche un messaggio del Presidente dell’Associazione, Francesco Zanardi che invita alla cautela.

    Una campagna di sensibilizzazione che si è resa necessaria di fronte ai risultati della campagna di “tolleranza zero” avviata da papa Francesco, tanto acclamata ma che in cinque anni non ha portato ancora nulla di efficace e concreto nella prevenzione e nella tutela dei minori affidati alle cure del clero.

    L’Ufficio di Presidenza

  • Chiesa & Pedofilia. Le vittime diffidano Papa Francesco. (Sottotitoli in inglese)

    Chiesa & Pedofilia. Le vittime diffidano Papa Francesco. (Sottotitoli in inglese)

    Papa Francesco ha da tempo lanciato la più grande campagna mediatica di “tolleranza zero” contro la pedofilia nel clero, una campagna che punta tutta sui tribunali canonici, le varie commissioni e via dicendo, dando l’impressione di fare grandi cose.

    Proclami a senso unico, senza il contraddittorio delle vittime che dall’altra parte testano con mano la tanta “tolleranza” per preti orchi e lo “zero” per le vittime e per la prevenzione.

    Ma cosa ne pensano le vittime? Cercheremo di spiegare proprio con un contraddittorio che faccia riflettere, i trucchi, i trabocchetti e l’inutilità dei provvedimenti presi da Bergoglio diventati il perno di una campagna mediatica falsa e omissiva fatta sulle spalle delle vittime e delle loro famiglie che scoprono l’inganno solo dopo essersi ritrovati con un figlio abusato.

  • Don Italo Casiraghi fa ancora il prete nascosto a Pietra Ligure (SV) tre giorni di verifiche..wmv

    Don Italo Casiraghi fa ancora il prete nascosto a Pietra Ligure (SV) tre giorni di verifiche..wmv

    Ritrovato a Pietra Ligure (SV) il prete pedofilo nascosto in Italia. Continuiamo a leggere di prese disposizione contro i preti pedofili e di loro rimozione, da parte delle autorità ecclesiali. Belle parole per qualcuno, fatti per gli altri. Bene, io che propendo per i fatti più che per le belle parole, mi chiedo come sia possibile che un prete pedofilo sia lasciato libero in Italia. Partiamo dalla sua storia.

    Si chiama Don Italo Casiraghi, ha 70 anni e nel 2004 viene arrestato a Gordola, nel Canton Ticino, con l’accusa di “atti sessuali e molestie sui fanciulli”. Incredibile fu la modalità di arresto: forse è questo l’unico caso al mondo di arresto di un prete pedofilo preso in flagranza di reato. Concordemente con la giovane vittima (14 anni) che riceveva dal prete messaggi “particolari”, la polizia ha incastrato il prete cogliendolo con le “mani nel sacco”.

    Andato a casa della ragazzina, che sapeva essere da sola, una volta che con la piccola è andato in camera da letto, si è visto sbucare dall’armadio una poliziotta e nel giro di pochi secondi altri agenti che avevano circondato la casa. Da lì al carcere il passo è stato immediato. Una volta rilasciato però si erano perse le tracce, o meglio era stato individuato nei pressi di Varese, ma poco dopo era sparito.

    Verso la fine di gennaio arriva una segnalazione alla Rete L’abuso, il sacerdote è in Liguria. Il 14 febbraio riusciamo a rintracciarlo e con un collaboratore, Roberto Nicolick andiamo a verificare l’effettiva presenza del sacerdote. Ci rechiamo a Pietra ligure nella parrocchia diretta da don Luigi Fusta, già rinviato a giudizio con l’accusa di aver coperto un collaboratore parrocchiale pedofilo, e troviamo don Italo Casiraghi. Abita in una casa a schiera, tra una scuola media e una chiesa. Seguiamo il sacerdote e non impieghiamo molto a scoprire che dice regolarmente messa, mattino e sera.

    Il Vaticano malgrado quello che dichiara non ha preso alcun provvedimento nei confronti del prete pedofilo, già pregiudicato nel 2004, lo stesso sacerdote dichiara che ogni tanto il vescovo dalla Svizzera lo viene a trovare. In data 14-2-12 abbiamo provveduto a segnalare l’esito della nostra verifica oltre che alle autorità civili anche a don Luigi Fusta, allegando il video, cercando di scongiurare altri “equivoci” per don Fusta come quelli che a suo dire sta subendo negli ultimi periodi.

    Speriamo anche che a seguito della nostra segnalazione, don Luigi Fusta si rivolga alle autorità ecclesiastiche competenti denunciando il fatto, chiedendo spiegazioni sul perché un sacerdote, colto in flagranza di reato, non sia stato ridotto allo stato laicale. Giovedì 16, due giorni dopo, torniamo per vedere se la curia ha preso qualche provvedimento. Purtroppo no, il giorno 16 troviamo don Casiraghi che celebra la messa.

    Francesco Zanardi

  • Segnalato alle autorità ecclesiastiche, don Italo Casiraghi dice ancora messa.

    Segnalato alle autorità ecclesiastiche, don Italo Casiraghi dice ancora messa.

    Ritrovato a Pietra Ligure (SV) il prete pedofilo nascosto in Italia. Continuiamo a leggere di prese disposizione contro i preti pedofili e di loro rimozione, da parte delle autorità ecclesiali. Belle parole per qualcuno, fatti per gli altri. Bene, io che propendo per i fatti più che per le belle parole, mi chiedo come sia possibile che un prete pedofilo sia lasciato libero in Italia. Partiamo dalla sua storia.

    Si chiama Don Italo Casiraghi, ha 70 anni e nel 2004 viene arrestato a Gondola, nel Canton Ticino, con l’accusa di “atti sessuali e molestie sui fanciulli”. Incredibile fu la modalità di arresto: forse è questo l’unico caso al mondo di arresto di un prete pedofilo preso in flagranza di reato. Concordemente con la giovane vittima (14 anni) che riceveva dal prete messaggi “particolari”, la polizia ha incastrato il prete cogliendolo con le “mani nel sacco”. Andato a casa della ragazzina, che sapeva essere da sola, una volta che con la piccola è andato in camera da letto, si è visto sbucare dall’armadio una poliziotta e nel giro di pochi secondi altri agenti che avevano circondato la casa. Da lì al carcere il passo è stato immediato. Una volta rilasciato però si erano perse le tracce, o meglio era stato individuato nei pressi di Varese, ma poco dopo era sparito.

    Verso la fine di gennaio arriva una segnalazione alla Rete L’abuso, il sacerdote è in Liguria. Il 14 febbraio riusciamo a rintracciarlo e con un collaboratore, Roberto Nicolick andiamo a verificare l’effettiva presenza del sacerdote. Servizio video girato a Pietra Ligure http://www.youtube.com/watch?v=pefqAa… Ci rechiamo a Pietra ligure nella parrocchia diretta da don Luigi Fusta, già rinviato a giudizio con l’accusa di aver coperto un collaboratore parrocchiale pedofilo, e troviamo don Italo Casiraghi. Abita in una casa a schiera, tra una scuola media e una chiesa.

    Seguiamo il sacerdote e non impieghiamo molto a scoprire che dice regolarmente messa, mattino e sera. Il Vaticano malgrado quello che dichiara non ha preso alcun provvedimento nei confronti del prete pedofilo, già pregiudicato nel 2004, lo stesso sacerdote dichiara che ogni tanto il vescovo dalla Svizzera lo viene a trovare. In data 14-2-12 abbiamo provveduto a segnalare l’esito della nostra verifica oltre che alle autorità civili anche a don Luigi Fusta, allegando il video, cercando di scongiurare altri “equivoci” per don Fusta come quelli che a suo dire sta subendo negli ultimi periodi. Speriamo anche che a seguito della nostra segnalazione, don Luigi Fusta si rivolga alle autorità ecclesiastiche competenti denunciando il fatto, chiedendo spiegazioni sul perché un sacerdote, colto in flagranza di reato, non sia stato ridotto allo stato laicale. Giovedì 16, due giorni dopo, torniamo per vedere se la curia ha preso qualche provvedimento. Purtroppo no, il giorno 16 troviamo don Casiraghi che celebra la messa. Francesco Zanardi