Tag: Diocesi di Ferrara

  • Mons. Perego sapeva di don Rugolo a Ferrara. Lo conferma l’avvocato della diocesi Barbara Grandi

    Mons. Perego sapeva di don Rugolo a Ferrara. Lo conferma l’avvocato della diocesi Barbara Grandi

    Nei giorni scorsi la Rete L’ABUSO, a conclusione della prima parte di indagini sul caso del sacerdote di Enna Giuseppe Rugolo, sulla base delle informazioni acquisite anche a Ferrara, aveva formalizzato alla Procura di Enna una denuncia nella quale appaiono quattro monsignori, tra cui il vescovo di Ferrara, accusati dalla rete per le ipotesi di reato di cui al 2° comma dell’art. 40 c.p. che recita “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di evitare, equivale a cagionarlo”, oltre all’ipotesi di favoreggiamento nei confronti del sacerdote, accusato da più persone a Enna.

    Dopo le denunce alla diocesi, subito trasferito sottobanco a Ferrara, dove dagli elementi da noi acquisiti, non solo diceva la messa nella parrocchia di Vigarano Mainarda, cosa poco rilevante in quanto nessuno lo accusa di dire male la messa.

    Le denunce sono di molestie a danno minori, tuttavia a Ferrara organizzava incontri con adolescenti.

    Come detto prima, l’ipotesi era di eventuale favoreggiamento da parte della diocesi ferrarese, che proprio questa mattina, attraverso il suo avvocato Barbara Grandi, membro dell’’Ufficio Famiglia della Diocesi di Ferrara nel laboratorio “Famiglie Ferite”, la quale, malgrado avessimo solamente il dubbio che la diocesi di Ferrara sapesse della presenza del prete o meno, diffidando la Rete L’ABUSO, allega la conferma che il vescovo di Ferrara sapeva della presenza di don Giuseppe Rugolo.

     

    Testimonianza importante, al di la del fatto che siano accaduti altri abusi o meno, nel documento si dichiara che la cosa fu concordata. Documentazione immediatamente trasmessa da Rete L’ABUSO alla procura di Enna.

    Di seguito la diffida inviata a Rete L’ABUSO dall’avvocato Grandi

  • ENNA – Denunciato dalla Rete L’ABUSO s.e. Rosario Gisana e altri tre monsignori per presunti reati omissivi

    ENNA – Denunciato dalla Rete L’ABUSO s.e. Rosario Gisana e altri tre monsignori per presunti reati omissivi

    Una serie di foto acquisite nel ferrarese, dove don Rugolo, malgrado le denunce, era stato furtivamente trasferito da mons. Rosario Gisana verso la fine del 2019, asserendo problemi di salute e assegnato a al vescovo di Ferrara Gian Carlo Perego, il quale come si evince chiaramente dal materiale acquisito, permetteva di organizzare addirittura incontri per ragazzi dai 14 ai 17 anni, come quello organizzato dal Gruppo Giovani Vigarano della parrocchia Natività della Beata Vergine Maria (foto a lato).

    Certamente ora va verificato se mons. Gian Carlo Perego fosse stato informato da mons. Rosario Gisana dei reali motivi del trasferimento, che in caso emergesse fosse informato lo vedrebbero implicato nel favoreggiamento di don Rugolo.

    Ma le accuse formalizzate oggi alla procura della Repubblica di Enna dalla Rete L’ABUSO vanno ben oltre, in quanto nei giorni scorsi sono emerse altre presunte vittime di don Rugolo, abusate dopo il 2015 che metterebbero nei guai non solo il vescovo Rosario Gisana, ma altri due monsignori ai quali la prima presunta vittima aveva denunciato nel 2014.

    Infatti, anche se pur vero che in Italia i vescovi non hanno l’obbligo della denuncia, è anche vero che non possono sottrarsi come qualunque altro cittadino, alle responsabilità di cui al 2° comma dell’art. 40 c.p. che recita “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di evitare, equivale a cagionarlo”.

    Ed è proprio la situazione che emergerebbe stando a quanto dichiarato dalle altre vittime, che se la curia fosse intervenuta dopo le prime segnalazioni fatte nel 2014, molto probabilmente non si sarebbero prodotte. Anche l’accusa della presunta offerta economica avanzata dalla Diocesi alla presunta vittima attraverso la Caritas Diocesana, certo vista con gli occhi della Rete L’ABUSO, che qualche caso giudiziario in materia lo ha affrontato, appare verosimile e ultimamente non isolato.

    Stessa situazione per quanto concerne la Diocesi di Ferrara, che coscientemente o meno, ha di fatto favorito don Rugolo, per la quale nella denuncia odierna l’Associazione Rete L’ABUSO chiede alla procura di identificare e sentire tutte le persone ritratte nelle varie foto acquisite, tra le quali potrebbero esserci altre vittime.

    Naturalmente l’Associazione invita tutti coloro che sia a Enna che nel ferrarese sono vittime oppure “persone informate sui fatti” , a rivolgersi a Polizia e Carabinieri o direttamente alla Rete L’ABUSO portavoce@retelabuso.org.

    Francesco Zanardi

    https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2021/03/04/mons-perego-sapeva-di-don-rugolo-a-ferrara-lo-conferma-lavvocato-della-diocesi-barbara-grandi/

  • Papa Francesco e le commissioni farsa sugli abusi sessuali dei preti

    Papa Francesco e le commissioni farsa sugli abusi sessuali dei preti

    Di poche ore fa la notizia battuta dalla Sala Stampa Vaticana nella quale si dice che papa Francesco vorrebbe istituire una commissione per la protezione dei bambini dagli abusi sessuali del clero.

    Questa decisione è la palese dimostrazione del fallimento di tutte le mirabolanti direttive per reprimere il fenomeno degli abusi sessuali nel clero. Abbiamo assistito a vergognose campagne di stampa sul preteso impegno dei vari pontefici e dei vescovi nel combattere il fenomeno. Ricordiamo tutti le direttive di Benedetto XVI del luglio 2010 che si sono rivelate un completo fallimento.  Campagne a cui corrispondono comportamenti omissivi e conniventi coi preti pedofili e criminali.

    Anzitutto ridurre il problema degli abusi sessuali ai bambini è una assurdità, dato che gli abusi sessuali di cui parla la cronaca riguardano spesso anche adolescenti e adulti. Non si capisce quindi se il problema sono i bambini o i preti criminali.

    In secondo luogo vorremmo capire chi farà parte della Commissione, ossia se sarà lo stesso clero che in questi decenni ha sistematicamente ingannato l’opinione pubblica e insabbiato i crimini dei propri membri. In poche parole vorremmo sapere se avranno un ruolo le vittime, non quelle addomesticate e scelte con cura per le passerelle mediatiche che siamo usi vedere in TV. Che credibilità hanno oggi questi monsignori?

    In terzo luogo vorremmo sapere se, in attesa dei tempi biblici delle commissioni, che stileranno dei comunicati da sottoporre al pontefice che, forse, emanerà delle direttive, cambierà la prassi applicativa che registriamo da decenni. Per esempio, nel frattempo le Conferenze Episcopali stileranno un elenco pubblico dei sacerdoti condannati con processo civile e canonico per abusi sessuali? I vescovi nel frattempo denunceranno alla magistratura i preti criminali? Sarà interdetto il reclutamento dei minori a fini del sacerdozio, ossia elimineranno la figura dei seminaristi minori? Saranno aperti gli archivi diocesani e pontifici e rese pubbliche le accuse mosse contro i sacerdoti? Saranno dimessi automaticamente dallo stato clericale i preti responsabili di abusi? Sapremo dove sono nascosti i preti accusati di abusi sessuali? Saranno risarcite dalle diocesi e del Vaticano le vittime, visto che i preti sono quasi sempre nullatenenti? Le vittime saranno aiutate nel recupero psicologico e nell’inserimento lavorativo, visto che hanno visto danneggiata per sempre la loro vita?

    Mentre la stampa si sofferma su questo comunicato stampa del Vaticano, piuttosto contraddittorio perchè arriva all’indomani del rifiuto, di consegare all’ONU proprio la documentazione riguardante gli abusi sui minori, nessuno si interessa della stretta attualità. Per esempio nessuno ci spiega come mai il Nunzio apostolico a Santo Domingo arcivescovo Josef Wesolowski, fatto fuggire precipitosamente dai Caraibi e nascosto a Roma, perché sorpreso in luoghi di prostituzione minorile, non è stato fatto rientrare d’autorità nell’isola per sottoporsi alla giustizia civile. Nessuno si preoccupa di informarci sui fatti di Belcastro (CZ –  diocesi di Crotone), su come mai una inchiesta durata 3 anni, che ha visto la richiesta di rinvio a giudizio per don Roberto Mastro per abusi su 17 minori di 14 anni sia passata sotto silenzio della diocesi e della stampa. Nessuno ci spiega cosa c’è che non va nella formazione di un sacerdote come don Giuseppe Canavese (diocesi di Mondovì), sorpreso a denudarsi davanti a delle ragazzine a Savona.

    Che fine hanno fatto le richieste di giustizia di Erik Zattoni, figlio dl prete pedofilo don Pietro Tosi, che ha violentato la madre 14enne, e la cui famiglia sfrattata dalla diocesi di Ferrara per aver denunciato il caso?

    Siamo onesti, che credibilità hanno questi signori che dovrebbero proteggere i bambini se nel frattempo assistiamo a queste terribili vicende? Noi ci aspettiamo interventi concreti, efficaci e rapidi. Di commissioni dai tempi biblici, ad uso di propaganda mediatica, non abbiamo nessun bisogno.

    Rete l’Abuso 05 dicembre 2013

    Francesco Zanardi

    Sergio Cavaliere