Tag: preti pedofili

  • ITALIA – Nelle stime è il primo paese in Europa per gli abusi del clero su minori, doppia la Polonia, al secondo posto

    ITALIA – Nelle stime è il primo paese in Europa per gli abusi del clero su minori, doppia la Polonia, al secondo posto

    I seguenti dati riflettono i livelli stimati dell’UE di abusi sui minori cattolici negli stati dell’UE utilizzando fonti pubbliche, come Papa Francesco ai rapporti di esperti, per qualificare tali cifre.

    1. Varie fonti hanno affermato che la percentuale di sacerdoti religiosi che sono pedofili è approssimativamente:

    a. 2% come sostenuto da Papa Francesco (intervista con Eugenio Scalfari –  [IT], [EN]) in linea con il dott. Richard Sipe nel 1990, John Jay Report pagina 216.

    b. 4% come sostenuto da Bryan T. Froehle nel 1997, John Jay Report su pagina 27.

    c. Il 6% come rivendicato da Spotlight in linea con le referenze di Dr. Richard Sipe fatte nel film in cui 90 sacerdoti sono la stima di una popolazione di 1.500

    d. 7% secondo quanto affermato dalla Australian Royal Commission http://jrnl.ie/3224627 Rapporto basato su accuse tra il 1950 e il 2010.

    e. Variazioni sulla percentuale sono anche note dove NSAC sostiene che Boston in realtà ha l’8,9% dei religiosi cattolici pedofili

    Ciò che è chiaramente mostrato da queste cifre stimate sugli abusi sessuali su minori da parte di preti cattolici è che l’Italia come paese ha il potenziale per superare il numero segnalato di vittime di abusi sessuali su minori da parte di religiosi rispetto a quello di qualsiasi altro paese dell’Unione europea. In effetti, questo vale per l’Italia nel mondo. Un’indagine dell’UE è essenziale per arrivare alla verità, fornendo percorsi verso la giustizia e il sostegno ai sopravvissuti a questo scandalo esteso all’UE.

    La portata degli abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti cattolici nell’Unione europea non è stata evidenziata fino ad oggi. La seguente analisi dei dati si basa sulla seguente ricerca basata sulle statistiche attuali sulla popolazione dei sacerdoti cattolici nell’Unione Europea e in ogni stato membro. A seconda della percentuale di preti considerati pedofili, 2%, 4%, 6%, ecc, sono stato in grado di stimare il numero di preti pedofili in ogni Stato dell’UE in base a quella percentuale. Ho quindi moltiplicato il numero di preti pedofili per il numero stimato di vittime per prete pedofilo per stimare il numero di sopravvissuti non denunciati.

    Se solo il 10% dei sopravvissuti ad abusi sessuali su minori da parte del clero si facesse avanti nell’UE, dove il 7% dei sacerdoti cattolici dell’UE erano pedofili, la stessa proporzione dell’Australia, ci sarebbero da 75.200 a 376.000 sopravvissuti “non denunciati” ad abusi sessuali su minori. Rispetto al numero totale di sopravvissuti “denunciati” in Francia a 216.000, in Irlanda a 18.500 o in Germania con 3.677, c’è un enorme divario tra “segnalati” e “non denunciati”. La portata dei sopravvissuti denunciati sta aumentando man mano che più persone trovano la forza e il coraggio di farsi avanti.

    I seguenti dati forniscono stime da tassi percentuali variabili di sacerdoti che potrebbero essere pedofili in questo momento. Le cifre risultanti che rappresentano il numero stimato di preti pedofili in tutti i paesi membri dell’Unione Europea vengono quindi moltiplicate per il numero stimato di vittime per prete pedofilo. Da questo possiamo stimare il numero totale di vittime dell’UE non denunciate. Alcuni esperti ritengono che solo il 10% delle vittime si faccia avanti.

    C’è chiaramente la necessità che l’Unione Europea affronti questo problema dove un tasso del 2% per i sacerdoti cattolici pedofili, rilevato da Papa Francesco, mostra che ci sono 3.760 sacerdoti che hanno abusato sessualmente ovunque da 188.000 a 940.000 bambini dell’UE, che è la più bassa stima conservativa.

    Padre Andrew M. Greeley, Professore di sociologia all’Università di Chicago, che crede che ci siano 50 vittime per sacerdote.

    A. W. Richard Sipe era assistente psicoterapeuta e psichiatra nello stato del Maryland. Se leggi il Rapporto Sipe (http://archives.weirdload.com/sipe.html) afferma: “Studi ben consolidati mostrano che il pedofilo medio ha 250 o più vittime nel corso della sua vita”.

    Mark Vincent Healy’ per Rete L’ABUSO 220220-EU-IT-Percentage-paedophile-priests-in-EU

  • PRETI PEDOFILI – In Italia i dati ci sono e fanno paura, ma nessuno ne parla e la paura raddoppia

    PRETI PEDOFILI – In Italia i dati ci sono e fanno paura, ma nessuno ne parla e la paura raddoppia

    Solo vedendo il nostro Panel dire che in Italia non esistano dati sul fenomeno della pedofilia nel clero mette davvero male. Tutt’al più si potrebbe dire che questi dati sono in difetto poiché incompleti, infatti sono quel classico 10% statistico che è emerso omogeneamente in tutto il mondo per denuncia spontanea delle vittime, decuplicato poi dopo le commissioni d’inchiesta governative.

    Vecchi dati raccolti nei 12 anni di attivismo della Rete L’ABUSO che oggi stiamo semplicemente raggruppando per rendere più leggibili al pubblico perché denunciano una situazione gravissima nell’intero contesto mondiale, dovuta anche alla chiesa ma in questo caso principalmente all’omertà dello Stato italiano.

    Arrivo immediatamente al punto citando alcuni dati che in questi mesi hanno fatto scalpore sui media di tutto il mondo, per poi paragonarli ai nostri.

    La recente commissione indipendente francese CIASE ha scatenato un vero e proprio tsunami in tutta Europa spingendo i governi che non avevano ancora messo mano al problema dei preti pedofili, a farlo.

    Abbiamo visto la Spagna attivarsi per un semplice dossier pubblicato dal quotidiano EL PAIS, nel quale si documentavano nell’arco di 70 anni 155 casi. Dossier che ha stimolato l’immediato intervento della Procura Generale che nella sua autonomia ha aperto un’indagine.

    Stessa cosa in Portogallo dove in poco tempo la commissione ha già raccolto più di 200 testimonianze, anche qui in un arco di circa 70 anni, coinvolgendo il mondo della politica e delle stesse Istituzioni.

    Stessa cosa per la chiesa tedesca che nella commissione indipendente di Monaco di Baviera conterà in un arco di circa 70 anni, ben 497 vittime, di cui anche in questo caso, la magistratura acquisirà i dati.

    Se guardiamo i dati appena esposti noteremo che in comune hanno tutti la fascia temporale di 70 anni presa in esame e balza subito all’occhio, che quanto meno nella fase preliminare di raccolta dati delle commissioni spagnola e portoghese,  parliamo di poco più di 2 casi all’anno per la Spagna e 3 per il Portogallo. Dato che tuttavia giustamente ha preoccupato e dietro al quale le istituzioni si sono responsabilmente attivate.

    Arriviamo ora al dato italiano, che non analizza una arco temporale di 70 anni, ma uno inferiore ai 20, nel quale però emergono più di 300 casi tra le denunce e le effettive condanne. Un dato che in Italia fa meno paura del silenzio delle Istituzioni che non vedono, non sentono e non leggono neppure più il giornale per riuscire non accorgersi che abbiamo un grosso problema.

    Per questo abbiamo pensato di allestire questo Panel sul quale sono esposti i vari dati, dagli storici database che contengono suddivisi tra “Denunciati” e “Condannati”, i più di 300 casi noti in Italia aggiungendo anche il conteggio delle “Nuove segnalazioni” che pervengono all’associazione.

    Sempre nel Panel, nella seconda riga, i “Casi impuniti” ovvero tutti quei casi in cui la Giustizia italiana ed il sistema hanno fallito per via di vuoti legislativi, prescrizione o quant’altro, lasciando di fatto libero un potenziale pedofilo, che forse non la farà franca alla prossima vittima, nei fatti dovrà produrne almeno un’altra per poter tentare di fermarlo, sempre che non intervengano le complicanze che lo hanno salvato in precedenza.

    Si aggiunge un nuovo database “Gli insabbiatori” ovvero tutti quei vescovi o prelati informati di casi, che non hanno esercitato la loro “facoltà morale” di denunciare all’autorità civile e in alcuni casi, neppure a quella canonica.

    L’ultimo contatore del Panel “Potenziale vittime” proietta in assenza di una commissione italiana lo studio di Mark Vincent Healy, che sulla base delle ricerche di A. W. Richard Sipe (monaco benedettino psicoterapeuta e scrittore nello stato del Maryland, che lavorò nelle case dove la chiesa afferma di curare i preti pedofili e produsse il famoso Rapporto Sipe), sulla base percentuale dei dati ottenuti dalle commissioni di inchiesta governative effettuate negli altri paesi e tenendo conto della popolazione cattolica media e del potenziale di sacerdoti, è riuscito a realizzare una proiezione statistica tristemente attendibile.

    Uno strumento innovativo da oggi disponibile sulla home page del portale, che in un colpo d’occhio ti permette un rapido quadro aggiornato della situazione in Italia, verificabile attraverso i diversi database messi a disposizione insieme alle fonti.

    Buona navigazione

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  • Intervento di Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO – #ItalyChurchToo

    Intervento di Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO – #ItalyChurchToo

    Le anomalie giuridiche italiane – «La Rete L’Abuso con 1.400 casi all’attivo da 12 anni è l’unico osservatorio di dati esistente in Italia», ha detto Francesco Zanardi, fondatore e presidente della Rete L’Abuso. «Lavoro lungo e difficile, che non sarebbe spettato a noi, costato al sottoscritto decine di querele ma nel vuoto purtroppo ci siamo dovuti assumere l’impegno, per poter tutelare altri.

    Oggi siamo rappresentanti per l’Italia di ECA Global, presente in 42 Paesi, riconosciuti presso Nazioni Unite». Recenti casi di abusi dimostrano come gli sforzi di papa Francesco (in particolare con il motu proprio Vos estis lux mundi) si siano rivelati inutili, prosegue Zanardi: i vescovi non obbediscono alle prescrizioni ma non vengono puniti. Leggi deboli hanno favorito il trasferimento in Italia dei pedofili. Una commissione della Chiesa anche se perfetta oggi non è più credibile, ne serve una indipendente che assicuri imparzialità. L’imputato non può fare anche da giudice.

    «In Italia – ha spiegato Zanardi – la situazione è complessa in confronto ad altri Paesi; El País ha raccolto 250 casi in 7 decenni, la magistratura ha aperto un’indagine autonoma. In Italia il database della Rete l’Abuso dimostra 360 casi in 15 anni. Serve dunque un intervento dello Stato. Il Rapporto CIASE in Francia parla di 216.000 vittime e 3.000 preti coinvolti; in Francia i preti sono 22.000, in Italia 52.000; se la percentuale media del mondo è di 7-8% di preti pedofili, in Italia sono stimati un milione. Serve adeguare le leggi; sono state avanzate istanze allo Stato e all’ONU, ma il numero di indagini e azioni penali della magistratura è basso: se la vittima è prescritta non scatta nessuna indagine e salta la prevenzione».

    Serve poi estendere a tutti il certificato anti-pedofilia (che il datore di lavoro è obbligato a richiedere ai neoassunti nel campo di attività con minori), applicandolo a tutto l’indotto del volontariato che svolge attività con minori; la prescrizione, poi, «non è adeguata alla maturazione del trauma da parte della vittima»; si chiede al legislatore «di dare la possibilità di denunciare a tutti cittadini, dal parroco al catechista, a chiunque abbia dei sospetti ». Sarebbe già una svolta. Paradossalmente la soluzione risolverebbe ostacoli posti dai Patti lateranensi come l’art. 4.

    Se oggi il papa introducesse per i vescovi italiani l’obbligo di denuncia, questi non saprebbero come procedere. Bisogna inoltre attuare un programma di risarcimenti e di programmi di riabilitazione delle vittime. Gli sportelli diocesani non sono conformi alla Convenzione di Lanzarote, che prevede che la vittima, quando viene sentita in un tribunale, anche in quelli diocesani, sia accompagnata da un medico che ne attesta anche l’attendibilità. Nei tribunali diocesani non si portano neanche gli avvocati».

  • Preti pedofili, sul caso italiano il Punto della Rete L’ABUSO

    Preti pedofili, sul caso italiano il Punto della Rete L’ABUSO

    Si è svolta ieri alla presenza di circa 70 giornalisti accreditati la presentazione di #ItalyChurchToo, il primo Coordinamento di associazioni italiane contro l’abuso nella Chiesa cattolica.

    L’intervista a Francesco Zanardi dove spiega più approfonditamente le problematiche italiane.

  • Il caporedattore del FOGLIO  discrimina e offende nell’onorabilità i sopravvissuti agli abusi del clero

    Il caporedattore del FOGLIO discrimina e offende nell’onorabilità i sopravvissuti agli abusi del clero

    “Il problema non sono Ratzinger o Marx e non pare neanche difficile comprenderlo. Può toccare a chiunque, il bersaglio è la Chiesa. E se domani arrivasse un rapporto da Buenos Aires con qualche “intervista anonima”, che direbbero i forcaioli à la Hans Zollner?”  Matteo Matzuzzi – IL FOGLIO

    Il pregiudizio di Matzuzzi emerge violento come uno tsunami verso le vittime che reclamano giustizia , non meno l’apparente malafede quando parla di rapporti anonimi o “forcaioli”. Quasi volesse ammettere che da Redattore di una testata giornalistica ignora i 320 casi italiani,

    quelli che persino i suoi colleghi giornalisti hanno scritto e documentato negli ultimi 15 anni, non anonimi come nelle sue illazioni. Tutti ben noti e tutti passati nelle aule dei tribunali italiani, oltre che agli onori della cronaca, forse non quella de IL FOGLIO.

    Come quelli che lei definisce – rapporto da Buenos Aires con qualche “intervista anonima” – e ci sono stati, ma non erano anonimi, le accuse venivano dalla magistratura, sul caso dell’Istituto Antonio Provolo di Verona, che ha visto ben tre condannati a più di 40 anni di carcere a testa.

    Vede dottor Matzuzzi, sembra di capire che lei non sia da caporedattore neppure al corrente di questo, e del fatto che sul caso Provolo non intervenne non solo Ratzinger che istituì la commissione d’inchiesta poi insabbiata, ma nemmeno Bergogio, chiamato in causa in un video (non proprio anonimo) dalle stesse vittime.

    Se mi permette, da caporedattore credo lei abbia davvero parecchie lacune da colmare perchè secondo la sua tesi anche Ratzinger attacca la Chiesa nelle sue dichiarazioni all’AGI, o forse c’è un problema serio da risolvere, come tantissimi cattolici onesti intellettualmente richiedono da tempo?

    Un’immagine dell’editoria italiana davvero decadente che dall’informazione (nel senso nonché nel principio Costituzione che la regolamenta anche nell’etica) si trasforma in mala informazione, per giunta unilaterale se non addirittura censura premeditata, volta alla discriminazione delle fasce deboli, in questo caso della minoranza delle vittime dei preti pedofili.

    Purtroppo un caso di omertà per nulla isolato, in Liguria è accaduto lo stesso pochi giorni fa quando a fronte delle notizie provenienti dalla Germania sulle ennesime accuse, le redazioni della carta stampata ligure, LA STAMPA – Savona (che si occupò del caso ma la notizia, tutt’ora introvabile sul sito del quotidiano), IL SECOLO XIX- Savona e LA REPUBBLICA -Genova, che per anni invece hanno scritto su uno dei casi che Ratzinger insabbiò proprio qui in Liguria, oggi per scelte di redazione opposte all’etica e a una corretta informazione, forse per amore del Papa e a prescindere della chiesa, un pò meno forse per il bene dei loro stessi figli, nipoti e dei minori in generale, decidono quindi, “di redazione” la figuraccia censoria sul caso, persino di fronte ai lettori liguri, nell’ipocrita tentativo di difendere l’indifendibile.

    Il suo Twitter Matzuzzi concludo , è di fatto affossato dallo stesso interessato che smentisce i suoi pregiudizi all’agenzia AGI – Ratzinger si corregge e si scusa

    Zanardi

  • I preti in Francia hanno stuprato 72 bambini a testa !!! Perché Bergoglio non chiede alla CEI una commissione d’inchiesta indipendente sui preti pedofili?

    I preti in Francia hanno stuprato 72 bambini a testa !!! Perché Bergoglio non chiede alla CEI una commissione d’inchiesta indipendente sui preti pedofili?

    I preti pedofili in Francia avrebbero stuprato 72 bambini a testa. Non sappiamo per quante volte.

    Questo è il risultato che si ottiene semplicemente dividendo le 216.000 vittime sopravvissute (quelle morte o suicidate non sono state sentite), per i 3000 preti pedofili riconosciuti (dato che come lo stesso Presidente della CIASE Sauvé sottolinea, è al ribasso).

    Dal Vaticano questa volta non possono bastare le lacrime di coccodrillo, le solite scuse e la solita vergogna come quando i bambini ne combinano una e vengono scoperti.

    Ma quanto la chiesa italiana davvero soffre per le vittime?

    Mi pongo la domanda perché ogni volta che esce un caso le frasi sono sempre del tipo “la pedofilia fa male alla chiesa” oppure “la chiesa soffre per gli abusi” ma non si va mai oltre le affermazioni piu banali. Poche volte ho sentito affermare la pedofilia fa male ai bambini, dobbiamo fare qualcosa per fermarla. Altrettante poche volte ho visto le comunità cattoliche lamentarsi e opporsi affinché si faccia chiarezza.

    In Francia la CIASE non gliele ha certo mandate a dire, il Presidente Jean – Marc Sauvé lapidario afferma ; “Crudele indifferenza della Chiesa francese verso vittime della pedofilia”.

    Anche se io personalmente avrei detto la frase al presente e con qualche differenza, tipo; “Crudele superficialità della chiesa, indifferente verso i propri figli e nipoti, potenziali vittime della pedofilia”.

    Le vittime del clero sono tutte cattoliche, improbabile che un musulmano, un testimone di Geova o un ateo vedano stuprare i propri figli. Ogni volta mi domando come sia possibile che l’intera comunità cattolica ignori  puntualmente questo dato.

    È necessario anche in Italia (come oramai si è fatto ovunque) ci si avvii verso una Commissione indipendente, seria, che possa rendere giustizia alle vittime ancora viventi, che possa rendere loro almeno il riconoscimento della sofferenza. Un riscatto umano che la CEI “evangelicamente” ipocrita non è capace di recepire.

    E’ il momento che le istituzioni aprano gli occhi, anche in Italia.

    Zanardi

  • Dato attendibile e rispetta le proiezioni Healy – La Francia ha la percentuale di preti pedofili più alta al mondo

    Dato attendibile e rispetta le proiezioni Healy – La Francia ha la percentuale di preti pedofili più alta al mondo

    Come avevamo commentato ieri le anticipazioni della CIASE, erano davvero inverosimili in quanto inattendibile su 3000 preti pedofili, solo 10.000 vittime.

    Pauroso al tempo stesso il dato di 3000 pedofili sul totale di 22.000 preti che fa balzare le solite percentuali (4-6% ad eccezione dell’8% dell’Australia) a una stima del 13,38%.  La più alta registrata per ora in tutto il mondo.

    Perchè affermiamo che il dato diffuso oggi è coerente e rispetta le proiezioni dello statistico irlandese Mark Vincent Healy?

    Perchè esistono due studi, uno meno conosciuto, quello di padre Andrew M. Greeley, monaco benedettino e Professore di sociologia all’Università di Chicago, che afferma che ci siano 50 vittime per pedofilo.

    L’altro più famoso e citato anche nel caso Spotlight, è quello di Richard Sipe, presbitero e psicoterapeuta che afferma: “Studi ben consolidati mostrano che il pedofilo medio ha 250 o più vittime nel corso della sua vita”. Dato quessta volta, riferito ai consacrati, che a differenza dei laici, vivono tra decine di minori il loro sacerdozio.

    Se guardiamo la tabella creata da Mark Vincent Healy, se pur si Fermi al dato Massimo storico fino ad oggi ottenuto nelle varie commissioni di tutto il mondo, l’8%, notiamo che se pur in difetto sulla percentuale, dai dati del CIASE, questa sale bruscamente intorno al 13,38%.

    Le cifre divulgate oggi, se pur in grosso difetto come lo stesso Presidente Jean-Marc Sauvé ammette, sono tuttavia coerenti, a differenza delle sole 10.000 vittime annunciate domenica.

    Healey infatti, sulla base dei due studi (Greeley e Sipe) ha un dato che varia (nell’ipotesi dell’8%) dalle 87.720 vittime (dato questo fuori norma nell’ipotesi di 10.000) alle 438.600, dato che rientra nella coerenza percentuale. Ora è semplice, seppur la tabella di Healy si fermi all’8%, calcolare il 13%.

    Ed ecco che il dato di 216.000 vittime annunciato oggi, torna alla perfezione, da un minimo di 150.000 (dato Greeley) a 750.000 (dato Sipe).

    Tutto ciò è stato calcolato dallo statistico irlandese, tenendo conto di alcuni parametri di doverosa coerenza, il numero dei cattolici (ovvero la parte di popolazione a rischio) e il numero dei preti nella nazione, che successivamente ha rapportato nell’esito della sua tabella.

    Nel caso Francese un dato di una popolazione cattolica di 44.449.000 persone e 21.930 preti

    L’Italia che tace ancora il problema, ha una popolazione cattolica di 57.665.000 cattolici e 50.148 preti.

    Senza arrivare a un 13% come la Francia, solo con l’8%, l’Italia potrebbe arrivare a un milione di vittime.

  • Commissione indipendente in Francia, circa 3000 preti pedofili? Se è vero, vale a dire intorno al13%

    Commissione indipendente in Francia, circa 3000 preti pedofili? Se è vero, vale a dire intorno al13%

    Il capo della commissione d’inchiesta indipendente Jean-Marc Sauvé ha spiegato il lungo lavoro sulla pedofilia all’interno della Chiesa cattolica francese dal 1950.

    L’indagine ha scoperto tra i 2.900 e 3.200 preti o altri membri della chiesa pedofili, ha detto Jean-Marc Sauvé, aggiungendo che si tratta di “una stima al ribasso”.

    Sarà pure a ribasso ma il dato percentuale sembra enorme e mai visto in precedenza.

    Stando a ai dati aggiornati al 2019 (fonte Wikipedia aggiornata C.E.F.) i sacerdoti sarebbero 13.775; i diaconi permanenti 2.967 e i religiosi non sacerdoti 5.200. Un totale complessivo di 22.000 religiosi circa. Un dato verosimile in quanto sempre la stessa fonte, questa volta nel 2008 dava circa 20.000 religiosi sul suolo francese.

    Ora, se calcoliamo la percentuale di 3000 (sacerdoti pedofili) su un numero totale di 22.000 religiosi otteniamo una cifra mostruosa, all’incirca il 15%.

    La costante dei sacerdoti pedofili che si riconferma nelle varie commissioni di inchiesta governative in tutto il mondo, che lo stesso padre Hans Zollner ammette come verosimile, viaggia tra il 4 e il 6% con l’unico dato fuori dal coro, quello dell’8% australiano.

    Se davvero il dato che verrà reso noto domani (5-10-21) fosse confermato, siamo in presenza del dato storico più elevato al mondo, con un numero di vittime che secondo il RAPPORTO SIPE – che afferma che il pedofilo medio ha 250 vittime nel corso della sua vita – arriveremmo a un potenziale di 750.000 vittime nella sola Francia.

    E mentre in tutta Europa mano a mano le Conferenze Episcopali iniziano a fare emergere i dati, in Italia vige ancora e non solo da parte della CEI, il più tombale silenzio.

    Zanardi

  • “La Chiesa viene presentata come un’Associazione a delinquere…. “ – Monsignor Valentino Di Cerbo

    “La Chiesa viene presentata come un’Associazione a delinquere…. “ – Monsignor Valentino Di Cerbo

    Queste non sono parole nostre ma la critica alla sana informazione della Rete delle vittime italiane, ovvero di chi è vittima sopravvissuta agli abusi sessuali del clero italiano e che mons. Valentino Di Cerbo vescovo emerito della diocesi di Alife-Caiazzo affida ad un  commento sulla pagina ufficiale della Rete L’ABUSO.

    Un post dove l’associazione italiana dei sopravvissuti diffida dall’uso dell’immagine e dal rappresentarla, gli organi di informazione vaticani e italiani.

    Tutto ciò a seguito della disinformazione che la stampa italiana divulga dalla nomina di Bergoglio e che già nel 2018 spinse la Stampa Estera in Italia a convocarci, per capire i fatti sulla pedofilia dei preti censurati dagli italiani. Unico paese tra i più industrializzati a non aver mai sollevato il pandemico problema stimato solo in Italia, con un milione di vittime e come censura la stampa italiana, ma non quella estera, persino il Washington Post riporta che Roma oggi è meta turistica anche per i preti pedofili.

    Quasi divertente il lapsus freudiano del vescovo che scrive “associazione a delinquere” con la A maiuscola, forse in segno di rispetto tra popoli e culture, forse in virtù dell’ecumenismo di cui lo stesso parla.

    Certo impossibile non apprezzare il fatto che Di Cerbo abbia espresso il proprio pensiero sulla pagina ufficiale dei sopravvissuti, di certo indice che a differenza di Bergoglio, almeno il vescovo emerito provi un tentativo di dialogo, se pur così goffo e sconnesso nelle affermazioni in quanto basterebbe vedere il servizio di Pablo Trincia (LE IENE) dove la chiesa ufficiale deride i cronisti che chiedono proprio durante il conclave che ha eletto Bergoglio, cosa ne pensano dei preti pedofili e dell’insabbiatore, cardinale Domenico Calcagno, ex vescovo di Savona.

    E quì, viene quasi da dare ragione a alcune affermazioni del monsignore emerito…

    Ma eccellenza, la colpa non è delle vittime sopravvissute o della Rete L’ABUSO, se i suoi colleghi non si sono neppure vergognati di sfottere di fronte alle telecamere di Mediaset i sopravvissuti.

    Nemmeno sono nostre dichiarazioni, tutto al più noi le abbiamo subite dolorosamente come un secondo stupro, ma stia sereno,  ci siamo vergognati noi per voi tutti, ai quali ancora sfugge molto di più, la civiltà ed e la parola di Dio che vorreste professare nella più aberrante ipocrisia.

    Quel breve scritto eccellenza, dimostra l’arretratezza della chiesa e la sua più totale mancanza di coscienza cristiana. Una carenza grave che grida da se che la chiesa, anche volesse, è ad un livello giurassico che dista anni luce dalla civiltà e dallo stesso cristianesimo che professa. Sembra quasi colpa nostra se in Italia ci sono così tanti preti pedofili, guardi noi siamo solo le loro vittime.

    Una chiesa che non è proprio nulla culturalmente all’altezza di porre rimedio agli abusi dei preti, dal momento stesso in cui non riesce neppure a rinsavire se stessa. Sopravvive oramai grazie alla complicità di Stato e stampa italiani; uno che la lascia fare, l’altra, che censura la voce delle vittime, così evita che qualcuno contraddica il papa.

    Non si può non notare il piedistallo sul quale crede di ereggersi appollaiato il vescovo emerito di Alife-Caiazzo, che non spende una sola parola (come i suoi colleghi) per tutti coloro che sono stati vittima dell’omicidio psichico (papa Francesco anni dopo Federico Tulli) di chi ha subito abusi durante l’infanzia, e ci accusa persino di avere noi !!! dei pregiudizi contro la chiesa.

    Nel calderone poi tenta squallidamente di diluire l’endemico problema della pedofilia nella chiesa, facendo notare che la pedofilia esiste anche altrove. E certo, anche se non con 8% del personale pedofilo e comunque noi siamo un’associazione di vittime dei preti e sarebbe responsabile se la chiesa pensasse ai suoi crimini e non quelli commessi da altri.

    Questo conferma l’ottima scelta della Rete, quella di diffidare dall’uso della nostra immagine certa stampa legata al Vaticano, che al momento, può essere accreditato solo da una stampa che disonora se stessa e i principi Costituzionali e che offende chi è sopravvissuto a questi crimini.

    Ma non siamo soli, ci sono persone come l’ex Procuratore Michele Del Gaudio, che se pur non credente come me, racconta di parla tutti i giorni con Gesù…

    Zanardi

  • Belve senza embargo – Una cultura criminale che padre Hans Zollner ribattezza

    Belve senza embargo – Una cultura criminale che padre Hans Zollner ribattezza

    Di Francesco Zanardi – Nelle dichiarazioni rilasciate a “The Tablet” padre Hans Zollner – Presidente del Centro per la protezione dell’infanzia del Vaticano – sottolinea la necessità di assistere i preti pedofili, fino a recluderli a vita, ma sottolinea anche “volontariamente e in case gestite dalla chiesa”.

    Gesuita come il suo padrone fa una astuta e ingannevole dichiarazione, in quanto 1): quelle strutture già esistono, sono le carceri di cui ogni Stato è fornito, 2): perché mai limitarle ai preti e non a tutti i criminali pedofili ? Con il colletto da prete o meno sono comunque pedofili, o sbaglio?

    Ma quindi, perché mai la necessità di tali strutture per le quali la chiesa, magari, chiede anche sostegno economico allo Stato? Chieda piuttosto allo Stato di occuparsi del problema, anche sotto l’aspetto del monitoraggio medico e terapeutico del paziente pedofilo – prete o meno – d’altra parte se l’interesse vero sono i bambini, perché questa differenza?

    Certo, non serviva l’acutezza di padre Zollner per scoprire, nel 2021, che i pedofili sono ad altissimo rischio di reiterazione. Questo, soprattutto la chiesa dovrebbe saperlo bene, date le direttive (segrete fino al 2001) che già nel 1962 aveva attuato, informandone nuovamente nel 2001 i vescovi “La direttiva è tutt’ora in vigore”. Zollner su questo pecca di ignoranza! Sta a vedere che non sa neppure che il papa emerito fu incriminato in Texas per aver ricordato ai vescovi la direttiva, intralciando la giustizia. Si salvò dal processo solo perchè papa: chiese l’immunità.

    Lo stesso Zollner che imbarazza persino la prestigiosa università di Harvard, dove tiene un simposio per le vittime ma senza vittime presenti.

    Rivelazioni pari alla scoperta dell’acqua calda fatte ai media e subito riportate con clamore, come quella di papa Francesco «La violenza su un bambino è un omicidio psicologico». Da anni ne parlano psicologi e riviste serie come LEFT. Qui il loro ultimo articolo, a cura di Federico Tulli, antecedente alle ovvietà vecchie di vent’anni dette da Bergoglio, che non è improbabile abbia preso spunto proprio da LEFT.

    Tuttavia, restando nel concreto, ora che finalmente il papa ha capito il problema: perché allora lo dice solo ai media e non si rivolge a tutti i lacchè che ha nella politica italiana? Potrebbe risolvere davvero il problema delle vittime di cui il Vaticano non si vuole fare carico.

    A una sua richiesta farebbero immediatamente a gara srotolandosi come zerbini ed almeno, anche in Italia, potremmo assistere le vittime, oggi abbandonate dallo Stato, e non solo i criminali pedofili sostenuti dallo Stato per amicarsi il Vaticano.

    Una volta tanto potremo persino evitare a Bergoglio la solita straziante frustrazione di ringraziarsi per auto acclamazione.

    Giuro! lo faremmo noi e sarebbe persino sincero e autentico!

    Tornando alle strutture per i preti criminali, e si, c’è un tacito accordo tra lo Stato italiano e il Vaticano che già dal 2010 fornisce di fatto l’impunità ai preti criminali.

    Come facciamo a saperlo?

    Ce lo segnalarono per primi i sacerdoti di Perugia, da quanto traspare nella missiva, il problema non erano tanto per i bambini ma, come sempre, la loro onorabilità qualora qualcuno restasse stuprato e per disgrazia la cosa diventasse pubblica… Meglio che niente, individuammo almeno la prima struttura, Villa Sacro Cuore.

    Un tema poi approfondito e, come racconta l’inchiesta giornalistica edita in “Giustizia divina” – Ecco dove sono nascosti i preti e le suore che imbarazzano il Vaticano – ha portato all’individuazione di ben 23 strutture sul solo suolo italiano e al censimento, da parte degli autori del libro che, interrogate le 192 carceri italiane, come risposta hanno ottenuto: al momento abbiamo 5 sacerdoti in carcere, dei quali 1 condannato per pedofilia.

    Non serve un genio a capire dove siano finiti i più di 300 preti che la Rete L’ABUSO ha censito sulla mappa italiana, se non sono in carcere e non sono morti…

    Zollner non è il primo a lanciare campagne di inciviltà come questa, che ha come unico scopo quello di salvare il prete e non le sue vittime. Marco Ermes Luparia, diacono e psicoterapeuta proprio in una di queste strutture, anche lui invoca l’impunità al fine del recupero. Anche lui non parla delle vittime, ma solo di salvare i criminali che le hanno ridotte tali.

    A “The Tablet”, quasi scocciato Zollner afferma; “Ogni volta che la Chiesa ha sottolineato che aveva anche il dovere di prendersi cura dei colpevoli, la gente l’ha subito accusata di pensare ancora una volta più ai colpevoli che alle vittime, ha detto Zollner. Ma non era questa l’intenzione qui. Si trattava di impedire a più minori di diventare vittime.”

    Stride molto la presunta affermazione di Zollner – tutta da dimostrare – che si tratterebbe di non voler produrre altre vittime e non di salvare il prete, quando puntualmente vediamo preti come don Rugolo denunciati alla chiesa, che immediatamente vengono trasferiti. Altri che, dopo il carcere, tornano in parrocchia come don Massaferro ecc.

    Sembra più della serie “se ci beccano abbiamo il paracadute per il prete”. Anche perchè, nei fatti, quale vittima è stata mai aiutata o indennizzata dalla chiesa? Gli unici indennizzi alle vittime li ha dati la giustizia dello Stato, non certo il Vaticano, che più di venti anni gira intorno al problema senza risolverlo.

    Una mancanza di responsabilità e civiltà tipica di tutte le culture criminali, come quella vaticana, che mettono in primo piano non la persona ma l’istituzione; la propria onorabilità; i possibili danni e, solo poi la persona (vittima), ma rea di aver creato il problema reclamando un suo diritto.

    2021 anni di esperienza non solo pedocriminale, ma comunque riconosciuta senza pari in ogni angolo del mondo dove il Vaticano è arrivato, tanto da meritare lo slogan “dove c’è un prete pedofilo, c’è una chiesa che lo protegge”.

    Zanardi