Tag: preti pedofili

  • MOTU PROPIO – Norme anti abusi estese anche ai laici, ma quanto sono efficaci ?

    MOTU PROPIO – Norme anti abusi estese anche ai laici, ma quanto sono efficaci ?

    Pochi giorni fa papa Francesco ha confermato le precedenti norme in materia di tutela di minori e persone vulnerabili, estendendole anche ai laici.

    Sicuramente utile, nel limite della norma naturalmente, che in quanto legge dello Stato del Vaticano ha unicamente applicazione in quello Stato, poi attraverso i concordati si estende anche alle sue gerarchie in terra straniera, ma nulla di piu.

    Resta il fatto importante, che disciplini internamente le proprie gerarchie, quelle che negli ultimi decenni si sono macchiate in tutto il mondo dei crimini più efferati a danno soprattutto di minori, insabbiando sistematicamente crimini, in sfregio alla vita e nel buon nome di un’istituzione irrispettosa dello stesso vangelo che predica.

    Quindi se pur non risolutiva per il problema mondiale e ancora colma di lacune ed incompatibilità con le leggi civili e le convenzioni internazionali, ma essendo destinata agli autori del problema stesso ed al suo indotto, la norma è certamente utile ed è discrezione della stessa chiesa la sua regolamentazione, che ricordiamo è basata sul Codice Canonico, mentre per noi è invece sulla Costituzione della Repubblica.

    Resta tuttavia, il problema di quale applicazione ne faranno poi concretamente le conferenze episcopali nei vari paesi, come sappiamo e vediamo, differenti nell’applicazione.

    Per quanto riguarda quella italiana ne vediamo la quasi totale disapplicazione, anche solo nella realizzazione dei c.d. sportelli diocesani, che a quattro anni dall’apertura non sono presenti ancora in molte diocesi italiane, circa il 25%, mentre nel 75% dei casi dove invece sono attivi, si limitano alla raccolta delle denunce e dei dati su vittime e abusanti (che va ricordato resteranno unicamente interni, senza alcuna trasmissione all’autorità giudiziaria).

    Mentre l’unico servizio (che va detto essere insufficiente) erogato alle vittime, è attivo secondo il report CEI, solo nel 12% degli sportelli di raccolta dati.

    Restando alle gerarchie italiane, è dovere della chiesa, della sua conferenza episcopale applicare il motu proprio del papa, anche sulle stesse gerarchie ma, purtroppo anche qui vediamo che questo non sta ancora avvenendo e le infrazioni delle stesse gerarchie, rimanere ancora impunite dalla chiesa italiana quanto quelle dei suoi preti pedofili.

    Nella nuova release il motu proprio è esteso anche ai laici, se pur come detto in precedenza utile internamente, anche per cui, pur essendo laici manca la denuncia alle autorità civili con le stesse insufficienze presenti per i preti.

    In questo caso si aggiunge a seguito della mancanza di autorità della chiesa su un civile la complicazione non da poco e la domanda che ne consegue è semplice, come sarà gestita la cosa?

    Al massimo con la scomunica, poi probabilmente come consuetudine, in virtù del buon nome della chiesa l’allontanamento nel silenzio, spostando puntualmente a danno dei minori, il problema per l’istituzione.

  • Diffida a TG3 RAI delle ore 19 del 25/03/2023

    Diffida a TG3 RAI delle ore 19 del 25/03/2023

    In riferimento alle affermazioni diffamanti ai danni dell’Associazione Rete L’ABUSO apparse questa sera al TG3 RAI nazionale.

    L’Associazione prende le distanze dalle affermazioni attribuite, totalmente false ed infondate in quanto l’associazione di sopravvissuti italiani agli abusi sessuali del clero, mai ha chiesto la banale e ridicola riduzione allo stato laicale per i preti pedofili, in quanto per nulla risolutiva se non parallela ad una denuncia all’Autorità Giudiziaria, da noi sempre fermamente contrastata per questa grave lacuna.

    Al minuto 16,15 del servizio RAI https://www.rainews.it/notiziari/tg3

    Nel video  (integrale) le dichiarazioni rilasciate oggi a TG3 RAI, sotto le domande

    Il Presidente Francesco Zanardi

  • L’Osservatorio della Rete L’ABUSO ha depositato alla Procura Generale della Repubblica, l’informativa sui preti pedofili

    L’Osservatorio della Rete L’ABUSO ha depositato alla Procura Generale della Repubblica, l’informativa sui preti pedofili

    Come preannunciato durante la presentazione del 1° Report dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero italiani, l’Osservatorio della Rete L’ABUSO ha depositato un fascicolo alle Istituzioni competenti.

    Interessati dunque, oltre la Procura Generale della Repubblica, il Comando Generale del Corpo dei Carabinieri, l’Organizzazione centrale e territoriale della Polizia di Stato presso il Ministero dell’Interno – Reparti di Polizia Giudiziaria e il Reparto per i Crimini violenti della Polizia di Stato, presso il Ministero dell’Interno, che nella mattina di ieri hanno ricevuto il fascicolo.

    L’Italia è il paese dell’Unione con la più alta densità di sacerdoti, tra i diocesani e i religiosi pari a 50.148, seguito dalla Francia, seconda per il numero 21.930, meno della metà di quelli italiani, che secondo i dati della commissione CIASE, vedrebbe 72 vittime per ogni sacerdote pedofilo. Tutti gli altri paesi, malgrado le cifre spaventose restituite dalle commissioni, hanno come densità di sacerdoti tutti meno dei numeri francesi.

    L’ultima commissione è quella portoghese, soli 3,936 sacerdoti totali, non tutti, chiaramente, pedofili, con quasi 5000 vittime, secondo i dati della commissione indipendente del Portogallo.

    Parliamo di migliaia di bambini stuprati dai preti. Tutti i paesi più industrializzati e così detti “civili” sono intervenuti in tutela della propria prole. In Italia, invece, nonostante il report della Cei che ha tracciato 68 preti pedofili, la magistratura tace.

    L’informativa, come già annunciato, ha lo scopo, in assenza di un dato istituzionale e della volontà politica, di fornire le notizie di reato omesse dalla Chiesa e dagli sportelli diocesani e di stimolare l’intervento della Giustizia per fare luce sul quel ” demonio di un ambiente malsano e omertoso” come spesso lo stesso Papa Francesco dichiara, sulle migliaia di casi che anche nel nostro paese rendono e hanno reso vittime, innocenti fanciulli.

    L’iniziativa promossa in Italia dalla Rete L’ABUSO, è in linea con il progetto europeo promosso da Justice Initiative  ed in visione del sinodo del prossimo ottobre, con l’iniziativa promossa da ECA Global, che vedrà nuovamente in Vaticano i sopravvissuti provenienti da tutto il mondo.

    Comunicato stampa_signed

    https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2023/04/19/procura-generale-della-repubblica-presso-la-corte-di-cassazione-roma/

  • Conferenza stampa – Primo report delle vittime italiane sui preti pedofili omessi dalla CEI, suddivisi per regione

    Conferenza stampa – Primo report delle vittime italiane sui preti pedofili omessi dalla CEI, suddivisi per regione

    Non esiste in una quantificazione istituzionale dell’entità del fenomeno nella penisola, malgrado ciò oggi è il segreto di Pulcinella anche in Italia.

    Se pur in assenza di una commissione d’inchiesta nel paese, nel resto del mondo ne sono state fatte tante e, sarebbe davvero difficile pensare che il dato italiano percentuale fosse inferiore o discordasse dall’omogeneità degli altri paesi.

    Gli ultimi dati arrivano dalla confinante Francia dove la commissione CIASE, presieduta da Jean-Marc Sauvé, ha stabilito che nell’arco di 70 anni, 3000 sacerdoti pedofili avrebbero abusato di 216.000 minori.

    Circa 70 bambini per ogni sacerdote. Non è noto quante volte.

    La Francia, nel periodo in esame ha avuto poco piu di un terzo di sacerdoti che nello stesso periodo popolavano l’Italia.

    Come ci spiega il collega Mark-Vincent Healy nella sua proiezione – che per produrre il DATO ITALIANO prende spunto dai dati percentuali prodotti dalle commissioni Governative fatte negli altri paesi, basandosi sulla popolazione di sacerdoti e la popolazione cattolica del paese in esame – stima in Italia un milione di vittime.

    Dato che se basato sul numero dei sacerdoti è davvero vicino a quello francese, ma in Italia le vittime sarebbero almeno 800.000, non 216.000.

    Come afferma pesantemente nell’ultimo report sull’Italia il Comitato per la tutela dell’infanzia delle Nazioni Unite (il prossimo programmato per il 2024), le problematiche italiane e le reticenze del paese sono gravi.

    Abbiamo pensato che in assenza di una commissione governativa, essendo in Italia gli unici detentori dei dati raccolti direttamente dalle vittime da quella che nei fatti è l’unica associazione italiana che si occupa di vittime del clero cattolico, di rivedere i dati e le segnalazioni in archivio dal 2010, quando siamo nati.

    Dati mai diffusi, spesso improcedibili perché prescritti dalla legge, ma il pedofilo non si “prescrive”, preda finché vive.

    Non li avevamo mai quantificati, ma aggiunti a quelli già pubblici sul nostro sito, hanno sorpreso anche noi.

    Il 1° febbraio la presentazione del report, con i dati di ogni regione italiana.

    Per accredito info@retelabuso.org

     

  • 1 febbraio – Dalla Rete L’ABUSO il primo report delle vittime sui preti pedofili italiani

    1 febbraio – Dalla Rete L’ABUSO il primo report delle vittime sui preti pedofili italiani

    Il primo report delle vittime italiane che contro informa i veti della Conferenza Episcopale, con i dati di Procure ed associazioni volutamente esclusi dal report della CEI, ma in nostro possesso.

    Tutti inediti, raccolti dalle vittime dal 2010 a oggi.

    Dati mai pubblicati in quanto se pur fondati, abbiamo deciso di tenere riservati, malgrado le dovute comunicazioni alle Procure di competenza.

    Il report che sarà reso pubblico il 1° febbraio prossimo in una forma di dati pari a quelli rilasciati dalla CEI – di cui discuteremo alla presentazione – sarà inviato parallelamente in forma estesa dettagliata alla Procura Generale della Repubblica, come informativa, sulla base delle convenzioni sottoscritte dall’Italia in materia di tutela e prevenzione dei minori.

    Il Presidente Francesco Zanardi

  • GOOGLE chiude la mappa delle “DIOCESI italiane NON SICURE” della Rete L’ABUSO: arbitraria censura su dati di pubblico interesse

    GOOGLE chiude la mappa delle “DIOCESI italiane NON SICURE” della Rete L’ABUSO: arbitraria censura su dati di pubblico interesse

    Scompare dal web dopo 12 anni la mappa italiana dell’associazione Rete L’ABUSO. Uno dei pochi strumenti che i cittadini avevano nel vuoto delle Istituzioni italiane, per tentare di tutelare altri minori e i propri figli.

    Un oscuramento da parte di Google dell’unico database italiano degli abusi sessuali del clero che non stupisce, visti i precedenti tentativi di rimozione falliti. Anzi, fa riflettere: perché Google, infatti, se ne accorge dopo ben 12 anni dalla sua pubblicazione?

    Dando un’occhiata a quanto Google segnala, è verosimile pensare che qualche sacerdote abbia cercato di ottenere la cancellazione del proprio caso segnalando a Google e “reclamando” un presunto stato di pericolo e/o discriminazione (inesistente, in quanto attualmente non risultano casi con effettiva segnalazione).

    Va ricordato a questo proposito che, per esempio, negli Stati Uniti, sono gli organi di Stato, come l’FBI, a pubblicare online nome, foto e residenza di chi è stato condannato o ritenuto socialmente pericoloso per questi crimini. Un manifesto a tutela della comunità che si basa sul dato scientifico che il predatore sessuale non è un malato, ma una persona con una grave devianza della personalità a cui non si può chiedere un autocontrollo. L’unico modo per poterlo integrare evitando che stupri altre persone è quello di dire alle potenziali vittime di stare attente.

    La nostra richiesta a GOOGLE di revisione del reclamo (sulle cui motivazioni non abbiamo alcun dettaglio), per ora, è superata dalla scomparsa della mappa delle “Diocesi non sicure”, vista oramai da milioni di persone in 12 anni dalla sua creazione.

    Più di 360 casi di pubblico interesse scomparsi in una notte, che quantificavano, anche se per difetto, il vuoto dell’Italia, unico paese dell’UE a non aver mai indagato l’entità del problema: una ricerca richiesta dal 2019 anche dal Comitato per i diritti dell’infanzia dell’ONU, interrogata sul fenomeno con questa istanza.

    Come emerge dalla proiezione di Mark Vincent Healy’, l’Italia sembrerebbe il paese dell’UE con il più alto potenziale di abusi d’Europa.

    L’unico che però non ha mai messo in agenda un tavolo per valutare, visto i dati allarmanti che arrivano dagli altri Stati membri, ultima la Francia, che conta 330.000 vittime di 3000 preti pedofili, con una media di 72 bambini a sacerdote pedofilo.

    L’Italia ha più del doppio dei sacerdoti francesi, verosimilmente il doppio anche delle vittime. Eppure in Italia nessuno è preoccupato. Per primi i Governi.

    Reputiamo grave quanto accaduto arbitrariamente per mano di GOOGLE, verosimilmente a seguito di una segnalazione, almeno si presume, per la quale però non vi è stata possibilità di legittima replica, tanto meno di conoscere la natura effettiva del contenzioso, data l’infamante accusa ai sopravvissuti italiani, che nei fatti vedono etichettato il loro diritto costituzionale al reclamo di giustizia (non concesso in Italia) come fosse “Bullismo; molestie; minacce” a chi lo ha stuprato, ed è stato graziato dai vuoti legislativi italiani e dalle continuate omissioni dei Governi.

    “Le varie Convenzioni ratificate negli anni dall’Italia, in particolare quella delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nella fattispecie di reati come quelli oggetto, inquadra la questione prevalendo il c.d. “Interesse superiore”, ancora più quando questo potrebbe coinvolgere soggetti minori. Pertanto insopprimibile ad ogni altra comparazione.”

    Ecco perché parliamo di arbitraria censura su dati di pubblico interesse da parte di GOOGLE


    P.s. In alternativa alla visualizzazione mappa, i quattro database storici separati, fonte della mappa oscurata da GOOGLE

    https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webposservatorio-permanente/database-abusi/

  • “I pedofili restino preti” lo ha detto il Presidente Zuppi con forza all’associazione delle vittime italiane

    “I pedofili restino preti” lo ha detto il Presidente Zuppi con forza all’associazione delle vittime italiane

    Il Presidente della CEI Matteo Zuppi ed il portavoce dei sopravvissuti italiani Francesco Zanardi (Rete L’ABUSO), si sono incontrati più volte nei mesi scorsi, fino ad oggi in assoluta riservatezza. Il fine, di trovare tra i sopravvissuti e la chiesa italiana una soluzione dignitosa alla pari degli altri paesi che, diversamente dall’Italia, sono intervenuti in tutta Europa con Commissioni d’inchiesta indipendenti, indennizzi e la realizzazione di canali percorribili di sostegno per chi è rimasto vittima.

    La Conferenza Episcopale Italiana è nei fatti controcorrente al resto del mondo, come fatto notare durante la conferenza stampa dal presidente della Rete L’ABUSO al cardinale.

    Quella che la CEI ha voluto chiamare “la via italiana”, continua a non essere di alcun interesse e utilità; né per le vittime, né per la collettività. Un metodo utile unicamente alla chiesa italiana per continuare  ad evitare – anche di fronte alle evidenze oramai emerse in tutto il pianeta – un ennesimo scandalo, in questo caso il più grande, in quanto l’Italia ospita il numero più alto al mondo di religiosi.

    “La via italiana” di Zuppi, da quanto confermato dagli incontri bolognesi avvenuti durante l’estate con Zanardi, sarà discriminatoria verso i sopravvissuti perché, a differenza di quanto accaduto in tutto il mondo, in Italia la chiesa esaminerà solamente gli ultimi venti anni, a differenza dei settanta esaminati nel resto del mondo.

    La commissione non sarà indipendente ma dipendente dalla CEI, affidata alla Cattolica e tratterà tutti i casi denunciati nell’ultimo ventennio alle sole diocesi, escludendo tutti quelli denunciati alla giustizia civile, riducendo in realtà quelli delle diocesi, ai soli due anni da quanto sono attivi gli sportelli diocesani che li raccolgono. Dai quali tra le altre cose, come esposto al Cardinale, stanno già cominciando ad arrivare all’associazione le prime vittime deluse.

    Non ci sarà nessun indennizzo per le vittime: secondo il cardinale Zuppi questo potrebbe essere un incentivo a denunciare, qualcuno “magari cercandone profitto”.

    A differenza dei preti pedofili che godono di più di 23 centri di recupero solo in Italia, anche qui non vi  è nulla per le vittime, tranne un’assistenza offerta da volontari presso gli sportelli diocesani, dove difficilmente i sopravvissuti si recheranno.

    Si è parlato naturalmente del pericolo di recidività conclamato del reintegro dei pedofili, finora curati con insuccesso nei 23 centri che citavamo sopra. Centri utili più che altro a far si che il sacerdote non sconti in carcere la pena e poi, come tra gli esempi nel documentario della BBC dello scorso febbraio, dopo averla scontata, venga tranquillamente reintegrato a contatto con minori, nelle parrocchie.

    Anche qui il Cardinale Zuppi è stato irremovibile e opposto alle affermazioni odierne di papa Francesco sulla tolleranza ZERO. Per Zuppi (Cei), ZERO tolleranza ZERO: i sacerdoti pedofili hanno il diritto alla riabilitazione e, dopo la pena, di tornare alla loro missione pastorale.

    Non è restato che rispondere, “contenti i fedeli, per noi l’importante non li mettiate nuovamente vicino ai bambini“.

  • L’Arcivescovo Delpini imbarazza Bergoglio, al suo fianco il protettore dei preti pedofili savonesi (video)

    L’Arcivescovo Delpini imbarazza Bergoglio, al suo fianco il protettore dei preti pedofili savonesi (video)

    L’attacco al Papa che pur sapendo nominò l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini, reo confesso di aver insabbiato il caso di don Mauro Galli.

    Poco più in la, alla sua destra, prima fila in basso monsignor Dante Lafranconi, che protesse almeno due preti pedofili a Savona, don Nello Giraudo e don Giorgio Barbacini, ai quali permise di aprire due case famiglia per minori.

    Un quadretto che abbiamo creduto essere degno di nota, insieme ai tre ironici punti che secondo Delpini, per la seconda volta, sono motivo della sua mancata nomina a cardinale, che tuttavia vede al suo posto un altro insabbiatore, Oscar Cantoni.

    https://francescozanardi.it/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2022/03/08/gioco-di-specchi/

  • ITALIA – Il Governo corre in soccorso alla chiesa e abbandona i sopravvissuti ancora una volta

    ITALIA – Il Governo corre in soccorso alla chiesa e abbandona i sopravvissuti ancora una volta

    Con un comunicato congiunto lo Stato annuncia di aver lanciato il salvagente alla CEI per uscire illesa dal problema dei preti pedofili che da inizio anno la sta attanagliando in tutta Europa con commissioni di inchiesta governative. Un annuncio che porta la memoria dei sopravvissuti a 12 anni fa quando il Consiglio dei ministri in un comunicato ha «confermato la solidarietà del governo per l‘inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa», scaricando così le vittime italiane, moltiplicate a centinaia nei 12 anni di silenzio che seguirono quella dichiarazione.

    Una situazione oggi grottesca perché quelle inadempienze dello Stato negli anni contestate a gran voce dai sopravvissuti che trovando nel governo un costante muro di gomma, in quanto nonostante una interrogazione parlamentare e la successiva la diffida del 19 febbraio 2018 si videro costrette a rivolgersi agli organi sovrastatali, le Nazioni Unite, le quali condannarono le criticità e raccomandarono all’Italia gli adempimenti da apportare alle norme (punto 21 del testo). Ma l’Italia non ha mai messo mano negli anni a quelle raccomandazioni, lasciando invariate le criticità. Lo scorso febbraio è stata denunciata la seconda volta per inadempienza all’ONU.

    Perché affermiamo che il Governo stia tradendo ancora una volta i cittadini vittime per salvare la chiesa?

    Uno dei motivi è quello che non compaiano in un’iniziativa apparentemente rivolta alle vittime le medesime e le associazioni che le hanno rappresentate per anni, tra cui il neonato COORDINAMENTO italiano #ItalyChurchToo, una “svista” ultra decennale che si ripropone come mera operazione di facciata.

    Paradossalmente compare la Conferenza Episcopale, quella che in tutti gli altri paesi invece, era oggetto su cui i governi indagavano a seguito dei decennali fallimenti in materia, tutto ad un tratto in Italia invece, diventa la “consulente” dello Stato al quale dovrebbe rendere conto.

    Da quanto si apprende dal comunicato del Dipartimento per le politiche della famiglia, è stato “riesumato” per l’ennesima volta all’evenienza, l’Osservatorio per il contrasto alla pedofilia e alla pedopornografia,  un ufficio fantasma che negli anni, malgrado le molteplici richieste dell’associazione e dei giornalisti, non è mai stato in grado di restituire informazioni.

    Come ricorda su LEFT di dicembre 2021 Federico Tulli “Nel 2007 è stato istituito l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile presso il ministero per le Pari opportunità. Nello stesso anno in quella sede sarebbe dovuta entrare in funzione una banca dati – si legge sul sito del ministero – «volta ad organizzare in modo sistematico il patrimonio informativo proveniente dalle diverse amministrazioni per il monitoraggio del fenomeno e delle azioni di prevenzione e repressione ad esso collegate». L’Osservatorio avrebbe anche dovuto redigere «una relazione tecnico-scientifica annuale a consuntivo delle attività svolte per il monitoraggio e il contrasto degli abusi su bambini e adolescenti nel nostro Paese». Usiamo il condizionale perché dal 2007 al 2021 l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia ha funzionato di fatto solo pochi mesi nel 2020 e al momento non è possibile sapere quando riprenderà l’attività dato che anche il sito è offline.”

    Una risposta decisamente poco esaustiva e lacunosa da parte della Ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, che fa vergognare il paese nel contesto europeo attuale, dove l’Italia ancora una volta pare voler glissare sul problema.

    Francesco Zanardi – Presidente Rete L’ABUSO


    P.S. Ci rammarichiamo con la Ministra Elena Bonetti ricordandoLe che i sopravvissuti italiani agli abusi sessuali del clero rinnegano da sempre e non riconoscono l’ipocrita “Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia” promossa da uno Stato di cui sono cittadini non riconosciuti.

    Giornata che puntualmente viene ricordata per/in quello Stato che è il carnefice inadempiente di quelle stesse persone oggi ancora in cerca di giustizia presso due Stati latitanti.

    Per completezza Signora Ministra, i sopravvissuti agli abusi sessuali del clero cattolico italiani, riconoscono il 3 novembre come Giornata della memoria. #AllSurvivorsDay

    Con ossequio

  • Preti pedofili; Il gioco della CEI mentre il Governo italiano cala le braghe

    Preti pedofili; Il gioco della CEI mentre il Governo italiano cala le braghe

    Bella che anticipata la prossima azione mediatica della conferenza episcopale italiana, certificata anche sulle pagine di EDITORIALE DOMANI dalla diretta fonte giornalistica, firma Lorenzo Prezzi – SETTIMANANEWS.

    Un’anticipazione che attende solo l’elezione del nuovo Presidente della CEI per il vero e proprio lancio mediatico.

    Un’ipotesi che rigettiamo con forza  e che l’Associazione rimanda al mittente in quanto indecente.

    Si legge; “Dietro le cifre si sta elaborando la via italiana per affrontare la questione. La bufera che ha messo in seria difficoltà la Chiesa universale (dal Cile alla Germania, dall’Australia all’Irlanda) verrà affrontata dai vescovi del nostro paese che, nel prossimo mese di maggio, dovranno discutere e votare l’ipotesi di lavoro prevista.

    L’impegno non sarà solo interno alla Chiesa, né ci si affiderà a commissioni esterne o ad iniziative parlamentari. La scelta si orienta su un doppio binario. La Chiesa fornirà tutti i dati relativi ai casi esaminati ai vari livelli di giudizio. Dal versante del governo, in maniera del tutto autonoma, partirà un’inchiesta nazionale sul problema della violenza ai minori su tutto lo spettro sociale: scuola, sport, Chiesa, famiglia ecc.

    Il lavoro ecclesiale si gioverà di tutti gli archivi diocesani, religiosi, vaticani (per quanto riguarda l’Italia) e chiederà aiuto ai tribunali civili per le sentenze che hanno interessato preti, religiosi/e, laici attivi in spazi ecclesiali.

    Dal versante governativo ci si attende un impegno corposo e si garantisce una collaborazione piena.”

    “Dietro le cifre” si legge all’inizio del testo, certo queste spaventano il clero italiano che ha quasi il triplo dei sacerdoti francesi, dato che se come è verosimile essere si presentasse anche in Italia, proporzionalmente parleremo di almeno 500.000 vittime e di 7500 preti pedofili circa, d’altra parte siamo il paese al mondo con il più alto numero di sacerdoti.

    La linea annunciata è quella non di una commissione indipendente e neppure parlamentare, invece indispensabile in Italia in quanto ci sono enormi vuoti legislativi da colmare e la chiesa di certo non può legiferare in materia.

    Bizzarro il doppio canale, che non è certo competenza della CEI alla quale le vittime chiedono riparazione ed i dati del clero, mica quelli del paese, già prodotti da Telefono Azzurro e Dall’Osservatorio Governativo.

    Un doppio binario che pare quasi voler andare a diluire le cifre della pedofilia clericale in Italia, paragonando 52.000 sacerdoti ad una popolazione di 56.000.000, il tutto con dati forniti (non si sa se integralmente o meno) da chi in realtà è al centro dell’inchiesta ma che paradossalmente vorrebbe dirigere la commissione di indagine su se stesso.

    Secondo Prezzi “L’indagine ecclesiale dovrebbe riguardare gli ultimi due decenni (dal 2001 in poi), così come dovrebbe essere sul versante politico” quindi anche una riduzione nell’arco temporale nella ricerca che si limiterà a soli venti anni contro i 50 – 70 delle altre commissioni e che escluderà i casi prescritti lasciando fuori molti sopravvissuti, come lo scrivente ad esempio, che a 50 anni si vedrebbe negare questo diritto. Un segnale chiaro che l’obbiettivo della CEI non è rendere giustizia alle vittime, ma solo fingere un improbabile mea culpa.

    Non si legge nel concreto, al di la di mille contorte tesi e auto assoluzioni, cosa sarà fatto per i sopravvissuti, come verranno indennizzati e che destino avranno i sacerdoti ritenuti responsabili. Soprattutto manca la parte preventiva in quanto gli sportelli diocesani, al di la della loro reale o meno utilità non fanno prevenzione, ci si reca li quando oramai il danno è subito.

    Si preannuncia una commissione che non farà pulizia, ma toglierà solo un poco di polvere da se stessa.